Studenti e ricercatori

Sale da 6 a 9 anni la durata dell’abilitazione per diventare prof universitari

di Marzio Bartoloni

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Al Senato è scontro nella maggioranza sul decreto semplificazioni - il nodo è lo stop alle trivelle - ma nel primo pacchetto degli emendamenti approvati ieri c’è anche una novità di peso per il mondo universitario, in particolare per chi ambisce alla cattedra universitaria. La modifica già votata nelle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici di Palazzo Madama porta da 6 a 9 anni la durata dell'abilitazione scientifica nazionale

Come noto l’abilitazione rappresenta lo strumento che attesta la qualificazione scientifica che costituisce requisito necessario per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori. Una sorta di “patente” per gli aspiranti prof che una volta ottenuta - attraverso la valutazione dei titoli da parte delle commissioni - apre le porte ai concorsi locali per vincere una cattedra. L’emendamento approvato prevede dunque che l’abilitazione una volta ottenuta duri non più 6 ma nove anni. Lo stesso emendamento estende la durata di 9 anni anche alle abilitazioni conseguite in passato nelle tornate 2012, 2013 e 2016-2018. Un’altra modifica - presentata dall senatrice Paola Binetti (Pd) - fa slittare a a marzo 2021 la riforma degli esami di Stato di abilitazione alla professione di medico-chirurgo. Il nuovo regolamento doveva entrare in vigore a luglio 2019, ma sarebbe stato impossibile per le Università adeguare in pochi mesi i piani di studio alle attività per l'abilitazione. L’unica eccezione alla nuova scadenza riguarda il tirocinio pratico-valutativo, per il quale la riforma entrerà comunque in vigore quest’anno.


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