Studenti e ricercatori

I giovani ricercatori contro il Miur: «Esclusi dalla commissione che lavora al testo unico»

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L’Associazione dei dottori e dottorandi italiani insorge contro il Miur colpevole di aver già nominato la commissione che lavora al testo unico delle università - previsto dal Ddl semplificazioni ancora non licenziato - escludendo il punto di vista dei giovani ricercatori dai lavori. «Lo scorso 21 novembre il ministro Bussetti ha creato una Commissione avente lo scopo nominale di stilare un Testo unico per l’università e la ricerca. Né il ministro e né il Miur - avverte l’Adi, l’associazione dei dottori e dottorandi italiani - hanno dato notizia di questa iniziativa e il decreto di nomina non è ancora disponibile sul sito, sebbene la Commissione si sia già riunita due volte».

L’Adi sottolinea come questa commissione non avrà «compiti secondari o di poco rilievo». La commissione tra le altre cose dovrebbe lavorare al riordino degli enti che si occupano della valutazione di scuola e università e per l’Associazione «l’aspetto più grave è che proprio chi dovrebbe rappresentare l'intera comunità universitaria abbia selezionato per un compito così delicato solo rettori, professori ordinari, direttori generali e tecnici esterni alle università. Nonostante costituiscano la maggioranza di coloro che popolano i nostri atenei, ricercatori, dottorandi e studenti non sono presenti», avverte laconicamente l’Adi. Che chiede un cambio di rotta: «Riteniamo inaccettabile, gravissima e antidemocratica l'esclusione delle rappresentanze del mondo universitario da un processo decisionale di tale portata, e chiediamo al ministero non solo di fare chiarezza sugli obiettivi di questa commissione e dei criteri scelti per la sua composizione, ma anche di includere le legittime rappresentanze dei dottorandi, dei precari e degli studenti».


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