Studenti e ricercatori

Competence center, via al polo di Roma sulla cybersecurity

di Marzio Bartoloni

La mappa degli otto «competence center» è quasi completa. Ieri anche quello guidato dall’università Sapienza di Roma ha concluso la fase di negoziazione con il ministero dello Sviluppo economico che si tradurrà in un finanziamento di circa 7 milioni di euro a cui se ne aggiungono altrettanti dei privati. Il centro di competenza «Cyber 4.0» del Centro Italia - così si chiama questo polo di ricerca e trasferimento tecnologico scelto insieme ad altri sette nel piano industria 4.0 per sviluppare progetti e fornire servizi alle Pmi - sarà specializzato nella «cybersecurity ad ampio spettro con le declinazioni specifiche nel settore dello spazio, dell’automobilistico e dell’e-health», avverte Teodoro Valente, prorettore per la ricerca, l'innovazione e il trasferimento tecnologico della Sapienza.

Nel competence center che sarà operativo dalla primavera («entro marzo costituiremo il soggetto giuridico») sono coinvolti 37 soggetti privati insieme a tutte le università del Lazio (Sapienza come capofila, Tor Vergata, Roma 3, Tuscia e Cassino) compresa la Luiss di Roma e l’ateneo dell’Aquila oltre al Cnr all’Inail e all’Iss. Tra le aziende partner - che vede anche la partecipazione delle Pmi -ci sono grandi realtà come Leonardo, Poste Italiane, Telecom, Telespazio, Thales e Sogei.

Nel polo imprese-università di Roma - che avrà la sede dentro la città universitaria della Sapienza all’interno dei nuovi spazi «Saperi&co», l’infrastruttura dedicata alla ricerca e all’innovazione - lavoreranno almeno 150 persone tra docenti, ricercatori e altro personale. «Ma si tratta solo di una stima iniziale per far partire il competence center», avverte Valente. Che delinea anche l’identikit dei servizi che saranno forniti: «Offriremo innanzitutto soluzioni tecnologiche ad hoc per le imprese». Il prorettore della Sapienza fa anche degli esempi pratici di possibili soluzioni tecnologiche a cui potranno accedere le imprese: «Dai sistemi di sicurezza per le auto a esempio nella guida assistita alla gestione sicura delle informazioni sanitarie per le cure personalizzate fino agli strumenti con cui le imprese possono difendere i loro dati dai sempre più frequenti cyberattacchi». Ma il centro di competenza avrà un ruolo cruciale anche nelle attività di formazione. Un fronte, questo, su cui saranno coinvolti direttamente i digital innovation hub del Lazio, a partire da Cicero creato da Unindustria oltre che Edi ecosistema digitale innovazione di Confcommercio e Rete Pico 4.0 di Legacoop. Infine tra le attività del competence center «Cyber 4.0» ci saranno anche progetti di ricerca più ampi «su cui faremo delle apposite call», aggiunge Valente.

Quello di Roma è uno degli otto competence center che in queste settimane stanno chiudendo la fase di negoziazione con il Mise per accedere ai 72 milioni stanziati per loro dal piano industria 4.0. E che vede in pista anche i Politecnici di Torino (Manufacturing 4.0), e Milano (Made), università di Bologna ( Bi-rex), Sant’Anna di Pisa (Artes 4.0), Padova (Smact), Federico II di Napoli (Industry 4.0) e Cnr (Start 4.0).


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