Studenti e ricercatori

Ok a 90 nuovi master per le 22 professioni sanitarie

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L'Osservatorio nazionale per le professioni sanitarie ha concluso i lavori avviati sei anni fa per l'individuazione dei master universitari specialistici per le 22 professioni sanitarie, una riorganizzazione che interessa un comparto che vede impegnati oltre 650 mila operatori. Il risultato è l’approvazione di circa 90 master. Si completa così - fanno sapere i ministeri dell’Istruzione e della Salute - l’applicazione della Legge 43 del 2006, che prevedeva la laurea triennale seguita da due tipologie di master di primo livello, uno per le funzioni di coordinamento e l'altro per le funzioni specialistiche. L’attivazione dei corsi di laurea specialistica/magistrale era già stata applicata dall'anno 2004.

Soluzione a una lacuna formativa
Con l'approvazione dei master, spiega una nota, si copre una «lacuna formativa importante». Come recita l’art. 16, comma 7 del Contratto di lavoro del 23 febbraio 2018, infatti, «il requisito per il conferimento dell’incarico di professionista specialista è il possesso del master specialistico di primo livello di cui all'art 6 della Legge n. 43/06 secondo gli ordinamenti didattici universitari definiti dal Miur su proposta dell’Osservatorio nazionale per le professioni sanitariee sentite le regioni».

Le tipologie di master
Tre le tipologie individuate: i master trasversali, rivolti a tutte o parte delle professioni con contenuti prevalentemente organizzativo-gestionali, didattici e di ricerca. Per questi il percorso didattico può essere unico per i professionisti ma con Cfu (crediti formativi universitari) dedicati per l’applicazione alla specifica area professionale. Ci sono poi i master interprofessionali, ovvero quelli rivolti a due o più professioni su tematiche cliniche a forte integrazione interprofessionale. Per questi, spiegano i ministeri, il piano didattico deve prevedere, oltre a Cfu comuni tra le professioni, anche crediti dedicati all’approfondimento di aspetti e competenze specifici per ciascuna professione a cui è aperto il master. La terza tipologia è quella dei master specialistici di ciascuna professione, che rappresentano lo sviluppo di competenze specialistiche di ogni professione. Tra questi, sono da distinguere quelli con una «certezza di spendibilità operativa» secondo contratto nazionale da quelli che una professione può proporre perché ritiene che in quell’ambito sia opportuno certificare delle competenze avanzate (per esempio nella libera professione).
Ora, conclude la nota dei ministeri, l’avvio della procedura di istituzione e di attivazione dei corsi passa agli organismi preposti della Salute e del Miur, fra cui il Cun, sia per la definizione degli ordinamenti didattici che per la valutazione dei fabbisogni formativi, anche tramite le regioni, in analogia ai corsi di laurea triennale e magistrale.


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