Studenti e ricercatori

Alle università meridionali i proventi della flat tax per i pensionati stranieri che scelgono il Sud

di Eugenio Bruno

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Che la maggioranza stesse pensando di incentivare i pensionati stranieri che scelgono di trasferirsi al Mezzogiorno era annunciato da giorni. E infatti il maxi-emendamento al disegno di legge di bilancio atteso oggi dovrebbe contenere anche la proposta di modifica a prima firma Bagnai (Lega). La vera novità sta forse nei destinatari delle maggiori entrate attese dalla nuova “tassa piatta” al 7 per cento: gli atenei del Sud.

La flat tax del 7%
L’emendamento a firma Bagnai - che dovrebbe confluire nel testo su cui stanotte il Senato voterà la fiducia - prevede la possibilità per i pensionati stranieri (o italiani che da 5 anni risiedono all’estero) intenzionati a trasferire la propria residenza al Mezzogiorno di aderire a un’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7 per cento. Interessati i comuni con meno di 20mila ubicati in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia.

Le risorse resteranno al Sud
Il comma successivo istituisce nello stato di previsione del ministero dell’Istruzione il Fondo per i poli universitari tecnico-scientifici nel Mezzogiorno, la cui dotazione è costituita dalle risorse provenienti dalle maggiori entrate derivanti dalla tassa piatta del 7% di cui sopra. Il Fondo finanzierà le università aventi sede nelle stesse regioni Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia e individuate con decreto interministeriale Mef-Miur. A condizione che sia presente almeno un dipartimento in discipline tecnico-scientifiche e sociologiche e con una destinazione vincolata: borse di studio, assegni di ricerca, studi sullo sviluppo del Mezzogiorno.


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