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«Bonus eccellenze» a maglie strette: oltre alla laurea con lode servirà la media del 108

di Eugenio Bruno

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La manovra incassa due conferme e una novità alla voce “università”. Partiamo da quest’ultima: il bonus eccellenze varrà per l’assunzione di laureati che oltre alla lode vantano una media ponderata di 108/110. A prevederlo è un emendamento governativo depositato ieri in commissione Bilancio al Senato. Una modifica che, se approvata, restringerebbe ulteriormente la platea rispetto alle 6mila assunzioni stimate all’inizio del percorso parlamentare della legge di bilancio.

Maglie più strette sul bonus eccellenze
L’emendamento del governo, come detto, aggiunge un secondo requisito alla laurea magistrale con 110 e lode (anche se conseguita presso un ateneo telematico dopo che la Camera ha eliminato la discrepanza) prevista per la fruizione del cosiddetto “bonus eccellenze”. E cioè la previsione di «una media ponderata di 108/100». Per i datori di lavoro che, nel corso del 2019, assumeranno un laureato con entrambi i requisiti è previsto l’esonero dal versamento dei contributi all’Inail per 12 mesi fino a un totale di 8mila euro annui. La novità, spiega la relazione alla proposta di modifica governativa, mira a «elevare sempre di più il merito e a rendere più premiante la misura introdotta».

Le conferme
Il pacchetto di emendamenti governativi contiene la conferma di due modifiche annunciate ieri. Da un lato, lo sblocco di 440 punti organici in due anni per le università virtuose che - grazie all’immobilizzo ad hoc di 25 milioni nel 2019 e altrettanti nel 2020 - potranno assumere altrettanti professori ordinari. Dall’altro, le modifiche all’ordinamento della Scuola Superiore Meridionale che non nascerà più su intervento diretto della Normale di Pisa ma, dopo tre anni di vita, potrà entrare nella federazione composta dalle pisane Normale e Sant’Anna e dello Iuss di Pavia.


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