Studenti e ricercatori

Più assunzioni nelle università «virtuose»

di Eugenio Bruno

Se il primo passaggio della manovra 2019 alla Camera ha premiato le scuole, almeno in termini di assunzioni sbloccate, il secondo giro appena iniziato al Senato si prepara ad avvantaggiare le università. Grazie a un emendamento messo a punto dal ministero dell’Istruzione che allargherà le maglie del turnover per gli atenei virtuosi. E consentirà di aggiungere, a partire dal 2019, altri 440 prof ordinari ai 2mila già sbloccati per quest’anno.

I punti organico scongelati

«Per la prima volta dopo tanti anni torneranno a crescere le assunzioni nel senso che non ci si limiterà più al solo ripristino del turn over. Consentire nuove assunzioni è importante per garantire la qualità dell’offerta formativa delle nostre accademie. Abbiamo un rapporto docenti/studenti che è inferiore a quello di molte università straniere. Ora che l’università è stata risanata dobbiamo tornare a farla crescere». Il ministro Marco Bussetti spiega così al Sole 24 Ore il senso dell’operazione in due tempi che si concretizzerà nelle prossime settimane. E che passerà da una revisione del meccanismo dei “punti organico” che governa le assunzioni negli atenei.

Il primo atto sarà lo sblocco del decreto ministeriale con i 2.038 “punti organico” validi per il 2018 che finora era rimasto congelato. E che assicurerà l’assunzione dei primi 2mila docenti considerando che un ordinario corrisponde a un punto e un associato a 0,7. Con una novità di rilievo nella ripartizione ateneo per ateneo: sarà eliminato il tetto del 110% delle proprie cessazioni valido per tutti. Come? Dopo aver assicurato a tutte le università il 50% del proprio turnover, si attribuirà il restante 50% sulla base del livello di virtuosità dei bilanci. Più i conti saranno in ordine, più avranno mani libere. Con effetti che interesseranno, come riassume il grafico accanto, sia le realtà accademiche del Nord (da Bergamo al Politecnico di Milano) che quelle del Sud (da Catanzaro alla Parthenope di Napoli).

Il secondo intervento arriverà con un emendamento alla legge di bilancio all’esame di Palazzo Madama, che incrementerà le facoltà assunzionali “normali” del sistema universitario (100% del turn over sull’intero territorio nazionale) con 220 punti organico nel 2019 e altri 220 nel 2020. Almeno altri 440 posti, dunque. Riservati stavolta alle università virtuose. Una misura che si somma ai nuovi 1.000 ricercatori di tipo b) - quelli che possono aspirare alla docenza, ndr - già contenuta nel testo ordinario della manovra e che potrebbe essere affiancata, grazie a un altro emendamento allo studio, da una prima “infornata” di ricercatori a tempo indeterminato. Previsti dalla riforma Gelmini del 2010 ma rimasti sulla carta.


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