Pianeta atenei

San Marino scommette sui geometri laureati

di Eu. B.

Entro il 2020 per esercitare una professione tecnica servirà la laurea. Ed è uno dei motivi per cui gli atenei italiani si sono lanciati nell’avventura della lauree professionalizzanti. Finora con alterne fortune (si veda Il Sole 24 Ore di lunedì 5 novembre). La motivazione è la stessa che ha spinto l’università di San Marino a confezionare una laurea triennale ad hoc (Costruzioni e gestione del territorio) per i geometri. Senza numero chiuso e con un titolo valido in Italia e nella piccola Repubblica del Titano.

Al corso, che viene trasmesso in streaming nelle sedi decentrate di Lodi, Mantova, Como e Sondrio, in tre anni si sono registrate 212 matricole: 77 per l’anno accademico 2016-17, 47 per il 2017-18, 88 per il 2018-19. Numeri che il rettore, Corrado Petrocelli, giudica «incoraggianti» e che - aggiunge - «ci danno grande fiducia per il futuro di un percorso di studi che organizziamo insieme all’ateneo di Modena e Reggio Emilia».

Al Sole 24 Ore Petrocelli spiega che l’idea gli è venuta «dopo un’attenta analisi sulle prospettive che si stavano delineando per chi voleva scegliere questa professione alla luce delle direttive europee che dal 2020 richiederanno il possesso di un titolo di laurea per tutti gli iscritti agli Albi professionali». «Abbiamo quindi deciso - aggiunge - di dare sia ai giovani che hanno appena ottenuto la maturità sia a coloro che già da tempo esercitano la professione l’opportunità di farsi trovare pronti e provvisti di un titolo di studio giusto e calibrato secondo le loro esigenze». Nel 2019 il primo banco di prova con i primi laureati.


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