Studenti e ricercatori

Il Consiglio nazionale degli studenti boccia la manovra giallo-verde

di Mar.B.

Il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari boccia la manovra del governo gialloverde. Nella seduta di venerdì scorso il Cnsu ha infatti approvato all'unanimità il suo parere di rito sulla legge di bilancio che secondo gli studenti «delude pienamente le aspettative» del mondo universitario.

La delibera del Cnsu
«Il disegno di legge di bilancio - si legge nella delibera - delude pienamente le aspettative formatesi in tutto il mondo accademico alla luce delle premesse delineate nella Nota di aggiornamento al Def, nonostante le sollecitazioni a più riprese emerse nei giudizi di questo organo, il Governo ancora non sostiene la necessità di un rifinanziamento strutturale dell'Università e del Diritto allo Studio». La pagella di questi primi cinque mesi di governo per gli studenti che parlano attraverso il proprio organo ufficiale di rappresentanza è ancora ben lontana dalla sufficienza: «Ancora non è stata eliminata la figura dello studente idoneo non beneficiario di borsa di studio, nonostante l'impegno assunto; ancora manca una politica di assunzione e stabilizzazione di personale docente per garantire agli studenti una formazione di qualità e garantita a tutti oltre che un riconoscimento del valore sociale di chi svolge funzioni di docenza e ricerca. Nuovamente, l'Università è rimasta del tutto al di fuori dalle politiche d'investimento del Governo».

Le reazioni
Per Carlo Garau, capogruppo Udu in Cnsu «Il consiglio si è espresso in maniera molto critica anche sui punti specifici che riguardano il comparto universitario inseriti all'interno della manovra. Riteniamo assolutamente insoddisfacente l'assunzione straordinaria di 1000 ricercatori, numero risibile e che non serve nemmeno a coprire il numero di pensionamenti annui». «Molto grave - aggiunge Garau - che di fronte all'emergenza occupazionale che colpisce anche i giovani laureati, si agisca con un piccolo incentivo alle imprese che assumono dottori di ricerca o laureati con 110 e lode. Questo significa non avere minimamente consapevolezza di quali siano le priorità del Paese. Serve che i fondi prima destinati alle cattedre Natta, di cui avevamo chiesto l'abrogazione al momento della loro istituzione, vadano invece reinvestiti a sostegno dei settori maggiormente in difficoltà». Infine Gulluni, coordinatore nazionale dell’Udu ricorda come il Cnsu abbia criticato fortemente anche la modifica sulle modalità di riparto delle risorse destinate al finanziamento dell'università che in manovra vengono legate all’andamento della crescita del Pil: «Bisogna infatti invertire la concezione- spiega Gulluni - per cui le risorse all'università vengano stanziate in base all'andamento della finanza pubblica, tagliando di fatto a priori risorse agli atenei; infatti se mentre prima c'era un criterio fisso di aumento del fabbisogno finanziario, che era fissato nel 3%, adesso l'aumento andrà di pari passo con il PIL, che cresce molto meno del 3% annuo».



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