Studenti e ricercatori

Borse di studio: sì in extremis ai 237 milioni per il 2018, idonei non tutti coperti

di Marzio Bartoloni

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Quasi a fine anno con un ritardo ormai consueto arriva il riparto delle risorse per le borse di studio per quest’anno. Ieri la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera a una dote di 237 milioni, di cui 2,5 milioni circa da assegnare in più alle università colpite da eventi sismici. Una cifra alta ma non sufficiente a coprire tutti gli idonei delle borse di studio, avvertono le Regioni. Che nel dire sì al riparto chiedono una revisione dei criteri (che penalizzano alcune Regioni) e anche l’avvio sempre slittato dei livelli essenziali delle prestazioni. Oltre all’assegnazione dirette delle risorse per il futuro agli enti per il diritto allo studio, senza passare per i bilanci regionali (dove spesso in passato, soprattutto al Sud, si sono fermate parte delle risorse).

Al via il riparto con criticità
«In arrivo più di 237 milioni per le borse di studio universitarie», ad annunciarlo è stato lo stesso presidente Stefano Bonaccini commentando il via libera della Conferenza delle Regioni alla intesa da sancire in Conferenza Stato-Regioni sul Fondo integrativo statale 2018. «Le Regioni hanno lavorato con il ministero per ridurre i tempi per l'adozione del riparto rispetto allo scorso anno. Ringrazio – ha concluso Bonaccini – la commissione Istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni per l'importante lavoro svolto».
Monica Barni vicepresidente della Regione Toscana, che coordina la materia Università nell'ambito della commissione Istruzione e lavoro della Conferenza delle Regioni, presieduta da Cristina Grieco, ha sottolineato l'importanza del riparto, ma si è soffermata anche su alcune criticità: «In particolare occorre che in futuro sia ripristinato il circuito finanziario in base al quale gli importi del Fis, Fondo integrativo statale, siano pagati direttamente agli enti per il diritto allo studio universitario. E' poi urgente – ha concluso Monica Barni – rivedere la definizione dei fabbisogni e la modalità del loro finanziamento. Chiediamo al Governo di attivare in tempi brevi il tavolo tecnico preposto alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni che aspetta dal 2012 di essere convocato e di incrementare il Fondo statale ancora insufficiente a garantire un diritto allo studio adeguato», ha concluso Monica Barni.

Il parere tecnico
Le regioni nel parere favorevole avanzano infatti la richiesta di «attivazione in tempi brevi del Tavolo tecnico preposto alla definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, anche al fine di rivedere gli attuali meccanismi di calcolo che risultano penalizzanti per alcune Regioni» «Si segnala, inoltre, - aggiunge ancora il parere - una crescente difficoltà nel coprire il 100% degli idonei e quindi la necessità di rivedere per il futuro le modalità di riparto del FIS. L'incremento del fondo integrativo statale a livello nazionale non è stato sufficiente a coprire l'aumento del numero degli idonei anche in presenza di regioni che con senso di responsabilità hanno stabilito livelli Isee per l'accesso ai benefici inferiori a quelli massimi previsti dalla normativa nazionale». Infine, la Conferenza evidenzia «come l'applicazione degli attuali criteri del FIS sia penalizzante per alcune Regioni e chiede pertanto di rivedere quanto prima l'attuale meccanismo di calcolo del FIS per il seguente motivo. Il FIS è ripartito, tra gli altri, anche in base al calcolo del fabbisogno di risorse necessario per assicurare la borsa di studio agli studenti aventi titolo. Ai fini del calcolo del fabbisogno si considera il numero degli studenti idonei in possesso dei requisiti (economici - ISEE – ISPE e di merito) per accedere alla borsa di studio che, tuttavia, non sono uguali in tutte le regioni. Pertanto il vizio - conclude il documento - che si ravvisa nel riparto del FIS, in base al criterio del fabbisogno, risiede nella mancanza di omogeneità nel determinare il numero degli studenti idonei».


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