Studenti e ricercatori

Bussetti: assumeremo 1.000 ricercatori

di Al. Tr.

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Un nuovo piano straordinario per assumere 1.000 ricercatori universitari «che li porterà, dopo tre anni e previa valutazione e conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale, a essere chiamati nei ruoli dei professori associati». Lo ha annunciato in Commissione alla
Camera il titolare del Miur, Marco Bussetti, che ha parlato anche di uno stanziamento in manovra di «100 milioni in più per finanziare altre 900 borse per specializzandi medici». In arrivo, dal 2020, anche un incremento di 100 milioni l’anno del fondo di finanziamento per gli atenei, oltre a premi per facilitare l’ingresso dei migliori laureati nel mondo del lavoro. Per la scuola, poi, la manovra stanzia «più di 1,7 miliardi l’anno per gli stipendi», che aumenteranno di «oltre l’1,9%».

Le assunzioni di ricercatori
Il piano di assunzione dei ricercatori «è stato possibile anche grazie all’opera di razionalizzazione della spesa», ha detto il ministro, che ha spiegato di aver «deciso di ascoltare il mondo accademico che, oramai da anni, chiedeva con forza la soppressione della chiamata diretta, senza concorso, di professori universitari». E « infatti il disegno di legge di bilancio - ha aggiunto - contiene un’altra norma, che fa venir meno la chiamata diretta, e utilizza le risorse finanziarie che vengono così liberate, oltre ad altre stanziate appositamente, per assumere i 1.000 ricercatori in più».

Ffo aumentato di 100 milioni dal 2020, premi per laureati
Bussetti auspica che «nel corso dell’esame parlamentare possano essere individuate risorse per anticipare l'incremento» dell’Ffo «già per l'anno 2019 e che sia anche previsto un adeguato incremento del Fondo Ordinario Enti di Ricerca». Sul fronte dei laureati, poi, il ministro annuncia i premi del governo per i giovani migliori, i laureati in corso con 110 e lode e i dottori di ricerca. «Le imprese vengono incentivate ad assumere questi giovani - ha detto Bussetti - oppure a trasformarne il rapporto di lavoro a tempo pieno, se già assunti a tempo parziale, grazie all'esonero dal versamento dei contributi previdenziali, nella misura massima di 8mila euro per ciascun assunto nel primo anno di lavoro».


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