Studenti e ricercatori

Perrini: «Vanno rese abilitanti per geometri e periti»

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Un tagliando per le lauree professionalizzanti, alla luce dei bassi tassi di iscrizione, lo invocano anche gli ingegneri. In modo che sia più chiaro l’obiettivo dei corsi brevi di stampo ingegneristico: «Devono servire a formare dei tecnici immediatamente spendibili sul mercato del lavoro o comunque qualificati per svolgere l’attività di geometra o perito industriale». Per farlo «vanno rese abilitanti». Tenendole nettamente distinte dalla laurea quinquennale classica in Ingegneria. A ricordarlo è Domenico Perrini, delegato alla Formazione universitaria per il Consiglio nazionale degli ingegneri, che giudica utile anche l’introduzione della “passerella” con gli Its per «creare le professionalità che servono». «L’importante - aggiunge- è avere la certezza di quello che vogliamo fare. Le questioni organizzative poi si risolvono». Parole - sottolinea Perrini - che vanno calate nel contesto in cui oggi è organizzata l’offerta formativa per gli ingegneri: «Ci sono 870 corsi in Italia e chi si laurea a Torino ha una formazione diversa da chi lo fa a Napoli o a Bari». Nel trovare la soluzione adatta, a suo giudizio, bisogna avere ben chiaro anche cosa non fare. Va evitato cioè di ripetere il flop delle lauree triennali semplici.


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