Studenti e ricercatori

È tempo di impegnarsi per riconoscere l’educazione non formale dei giovani

di Maria Cristina Pisani *

L'educazione oggi non è più solo quella impartita nelle aule scolastiche e universitarie, ma anche quella acquisita mediante l'azione sociale promossa dalle organizzazioni giovanili o, più in generale, dalle associazioni di volontariato. Con questa convinzione profonda il 25 ottobre il Forum Nazionale dei Giovani – unica piattaforma nazionale riconosciuta dal Parlamento italiano che raccoglie più di 75 di organizzazioni giovanili italiane – e Erasmus Student Network Italia – associazione che raccoglie 530 sezioni nel mondo, 53 in Italia presenti in 47 città italiane, con lo scopo di promuovere la mobilità internazionale e fornire attività e servizi agli studenti in scambio – hanno promosso un incontro dal titolo «Educazione non formale: riconoscimento e valorizzazione» presso la sala Aldo Moro del ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

L’obiettivo è la valorizzazione e il riconoscimento delle competenze acquisite durante l'attività associativa, il servizio civile nazionale, i programmi erasmus e i progetti di volontariato ai quali tanti giovani italiani ed europei partecipano con frequenza sempre maggiore. D'altro canto, «in un mondo che cambia rapidamente dal punto di vista tecnologico ed eterogeneo, queste esperienze di vita sono estremamente valide e lasciano nei ragazzi delle qualità importanti», come ha dichiarato il vice ninistro all'Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Al dibattito sono intervenuti anche ilsenatore Mario Pittoni, presidente della VII Commissione del Senato, che ha promosso sul tema una audizione formale per sollecitare le forze politiche, Federico Cinquepalmi, Dirigente Internazionalizzazione della Formazione Superiore Miur e Vito Borrelli, Vice Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione, univoci nel richiedere il riconoscimento delle attività di educazione non formale.

Nel corso degli anni si sono moltiplicate in modo considerevole le occasioni di apprendimento non formale connesse allo youth working/volontariato che concorrono ad inserire i giovani italiani ed europei in circuiti formativi e di accrescimento delle abilità acquisite e, proprio a tal fine, una proposta della Commissione europea ha portato, nel dicembre 2012, il Consiglio dell'Unione Europea ad adottare una Raccomandazione per invitare gli Stati membri a stabilire entro il 2018 le modalità di convalida dei risultati dell'apprendimento non formale e informale. Il riconoscimento delle iniziative e delle attività che le organizzazioni giovanili offrono ai giovani in termini di apprendimento, di conoscenza e di crescita delle competenze individuali utili per affrontare anche i percorsi lavorativi è importante e merita un'attenzione specifica da parte delle istituzioni pubbliche. Infatti, sono moltissime le realtà giovanili che forniscono un'istruzione di qualità elevata e le cui iniziative partecipano allo sviluppo delle competenze di apprendimento permanente. Spesso si tratta di capacità e abilità utili ad acquisire consapevolezze e responsabilità verso se stessi e nei confronti di enti pubblici e figure istituzionali nonché verso soggetti privati: la codifica di specifici requisiti di convalida dell'educazione non formale può infatti produrre effetti considerevoli su tutti gli attori coinvolti.

Per esempio, i volontari di Erasmus Student Network Italia si dedicano all'accoglienza degli studenti Erasmus e al loro coinvolgimento nella società, anche grazie ad una forte collaborazione con gli uffici internazionali delle Università italiane: è importante che questo impegno costante venga valorizzato attraverso il riconoscimento di crediti formativi universitari. Non a caso il Forum Nazionale dei Giovani – insieme ai Forum di Slovenia, Romania, Bulgaria, Croazia, Spagna, Portogallo e Grecia – ha promosso il «NFE South R-Evolution: empowering non-formal education in Southern Europe», un importante progetto che definisce una strategia educativa e una prospettiva comune riguardo al riconoscimento dell'Educazione Non Formale in ambito europeo. Proprio per rafforzare la cooperazione globale e la promozione di ideali comuni presso istituzioni nazionali, europee e internazionali, si è costituito insieme agli altri Consigli dei Giovani del Sud Europa, il Southern Youth Councils, un gruppo informale di Consigli Nazionali Giovanili che si occupano di educazione e formazione.

Anche per questo, il Forum Nazionale dei Giovani ha promosso la costituzione di un tavolo di confronto con tutte le associazioni ad esso aderenti per produrre studi approfonditi e di conoscenza sulla tematica dell'educazione non formale, conoscere la reale consapevolezza dei giovani in merito alle competenze acquisite in processi di apprendimento non formale e riconoscere il valore in ambito lavorativo delle competenze così prodotte. È la ragione della nostra campagna dello scorso giugno «Si scrive non-formale, si legge competenze», unitamente alla promozione di un position paper rivolto alle maggiori istituzioni italiane, come previsto nell'ambito della strategia Europea per la diffusione della versione italiana della pubblicazione dello European Youth Forum «Riconoscimento dell'educazione non formale nel settore giovanile: raccomandazioni e fattori di successo», e della conduzione di una indagine sulla correlazione tra Educazione Non Formale e competenze spendibili in ambito lavorativo/professionale. Per colmare il deficit del nostro Paese, in questo ambito, come Forum Nazionale dei Giovani abbiamo costruito importanti relazioni e sinergie sia in ambito nazionale sia nel contesto internazionale. L'Italia è in ritardo e solleciteremo il Governo e le istituzioni pubbliche ad assumere tutti i provvedimenti necessari per attribuire ai giovani italiani l'effettivo riconoscimento delle competenze che maturano quotidianamente contribuendo allo sviluppo sociale della nazione.

* Portavoce del Forum Nazionale dei Giovani


© RIPRODUZIONE RISERVATA