Studenti e ricercatori

In manovra spunta l’abolizione delle Cattedre Natta

di Marzio Bartoloni

Per ora si parla solo di bozze. Ma la decisione sembra in ogni caso presa: le contestate Cattedre Natta, la misura ideata dall’ex premier Renzi per attrarre i migliori cervelli e mai decollata anche per la forte opposizione del mondo accademico, sono pronte a finire nei cassetti una volta per tutte. La manovra che sta prendendo forma in questi giorni ne prevede l’abolizione.

Il Fondo per le «Cattedre Natta» è stato introdotto tre anni fa dalla manovra per finanziare ogni anno 500 chiamate dirette dei migliori cervelli dall’estero o dall’Italia. Il Fondo però non è mai decollato anche per la forte opposizione del mondo accademico contrario a un percorso straordinario per accedere alla cattedra rispetto all'iter normale (abilitazione e poi concorso locale). Già l’anno scorso nella legge di bilancio - targata Pd - l’Esecutivo di allora aveva cominciato a svuotare il Fondo di parte delle risorse per ristorare in parte i professori del blocco degli anni passati degli scatti di stipendio. Ora il nuovo Governo giallo-verde sembra intenzionato ad andare più a fondo: nella bozza di manovra che l’Esecutivo dovrebbe presentare in Parlamento questa settimana si legge infatti che «All'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, i commi dal 207 al 212 sono abrogati». Si tratta delle norme della manovra di tre anni fa che disegnarono per la prima volta la misura delle Cattedre Natta. E che ora sono pronte a finire sotto il colpo di spugna del nuovo Governo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA