Pianeta atenei

«Sfida che rompe gli schemi di atenei autoreferenziali»

di I.Ve.

«È un’iniziativa talmente innovativa, fuori dal comune, che non potevamo non sposarla. Troppo spesso l’università, e tutto il sistema-Paese, parla di valorizzare i giovani ma poi alla prova dei fatti resta al palo. Questa è una sfida da cogliere al volo, perché se non è la panacea ai mali italiani, è di certo un progetto che non ha rivali per capacità di creare posti di lavoro con altissime competenze a misura d’impresa». Franco Moriconi, da quattro anni alla guida dell’Università di Perugia, una delle più antiche del mondo con i suoi 710 anni di storia, non ha dubbi: le succursali-container per lezioni accademiche on demand studiate da Hpe Coxa sono una trovata formidabile.

Non si rischia che questo nuovo percorso crei ulteriore confusione in un panorama formativo già poco chiaro, tra Its che non decollano e lauree professionalizzanti?

No, credo che questo progetto sia un passo importante, al di là di quel che saranno le lauree professionalizzanti, che io vedo più utili per settori come il turismo più che per ingegneria, e del basso appeal degli Its. L’Università di Perugia ha una lunga tradizione negli studi ingegneristici, ricordo che il primo laboratorio certificato per i crash test nel mondo continentale è sorto qui alla fine degli anni Settanta. Collaboriamo con tante imprese, ma è la prima volta che abbiamo occasione di misurarci e confrontarci sul campo con colleghi di altre università, facendo lezione fianco a fianco.

La piccola Perugia deve confrontarsi con accademie assai più blasonate, Bologna, Pisa...non ha timori?

Siamo piccoli con i nostri 25mila studenti e siamo anche antichi, visto che siamo nati nel 1308, ma da noi si respira un’aria di primavera che altrove non c’è. Gli iscritti ai corsi triennali di Ingegneria sono schizzati quest’anno da 120 unità a quasi 200 e non sono ancora chiuse le iscrizioni. Mandiamo i nostri ragazzi a studiare all’estero finanziando come università borse di studio aggiuntive, oltre all’Erasmus e prepariamo ragazzi con la mente aperta, pronti a viaggiare. E li accompagniamo in tutto il percorso di entrata nel mercato del lavoro.

Il contatto con Hpe Coxa come è avvenuto?

Tre anni fa hanno assunto un nostro ingegnere meccanico, e poi un altro, entrambi laureati a pieni voti con indirizzo costruzioni. Da lì abbiamo iniziato a prepararne altri su competenze richieste specificatamente da Hpe Coxa, sia lauree triennali sia magistrali. A oggi una decina di nostri laureati lavorano già nello stabilimento di Modena. Laureiamo una quarantina di ingegneri meccanici l’anno, la maggior parte da fuori regione.


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