Studenti e ricercatori

Finanziati con 250 milioni 27 progetti di ricerca europei

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Sono i 27 progetti di ricerca europei che si sono aggiudicati 250 milioni di euro, un finanziamento stanziato dal Consiglio europeo per la ricerca (Erc) che metterà insieme ricercatori provenienti da diversi ambiti, per unire le diverse competenze e capacità e portare avanti progetti multidisciplinari ai confini della conoscenza. Le ricerche, tra cui anche diverse che vedono coinvolti ricercatori italiani, spaziano da nuove cure per l'osteoporosi ai circuiti alla base dei processi biologici e dei comportamenti sociali, fino alle
nuove prospettive sulla storia dell'Islam in Europa, in cui è coinvolto Roberto Tottoli, dell'università di Napoli L'Orientale.


«Questa è la quintessenza del concetto alla base dell'Europa: ottenere un risultato finale più grande e più importante della somma delle singole parti», commenta Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, la scienza e l'innovazione. «Lo scopo di questo finanziamento è raggruppare insieme i migliori talenti nell'ambito della scienza e tirare fuori da loro il meglio».

I 27 progetti scelti coinvolgeranno 88 ricercatori, che porteranno avanti le loro ricerche in 63 università e centri di ricerca di 17 Paesi europei. Dall'integrazione di arti robotici attraverso interfacce con la spina dorsale ai circuiti nervosi del cervello umano, dal Corano nella storia culturale europea agli esperimenti di fisica sul plasma, fino alle crisi politiche nell'Europa dopo il 2008: sono questi i cinque progetti di ricerca europei che vedono coinvolti ricercatori e istituti italiani.


Tra i talenti “vincitori” sono presenti Antonio Bicchi dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit), che lavora nel campo della robotica per la riabilitazione, Gian Luca Romani dell'università Gabriele D'Annunzio di Chieti-Pescara, esperto in neuroscienze e neuroimaging, Roberto Tottoli dell'Uuniversità di Napoli l'Orientale, laureato in lingue e letterature orienatali, Gabriele Centi dell'Università di Messina, esperto in chimica industriale, e infine Maurizio Ferrera dell'università di Milano, laureato in scienze politiche, che lavorerà insieme a Hanspeter Kriesi dell'Istituto universitario europeo.


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