Studenti e ricercatori

L’Accademia Crusca insiste: paletti ai corsi universitari in inglese

S
2
4Contenuto esclusivo S24


«Sarebbe auspicabile che il ministero indicasse ora con chiarezza i limiti che non si possono superare» nell'uso delle lingue straniere in campo accademico. Lo ha affermato Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, nel suo intervento introduttivo della prolusione del premier Giuseppe Conte oggi all'Accademia a proposito dei corsi accademici in lingua inglese. Un tema su cui l’Accademia ha preso posizione già in Passato. E che è tornato d’attualità a fine gennaio quando il Consiglio di Stato ha bocciato l’esperienza dei corsi di lingua inglese interamente in inglese. Indicando anche la strada agli atenei italiani, Politecnico di Milano in testa: per istituirli è necessario che lo stesso corso sia disponibile anche in italiano.
Per Marazzini sono «limiti che è facile ricavare dalla limpida sentenza della Suprema Corte» sul caso dei corsi in lingua straniera al Politecnico di Milano visto che «un percorso giudiziario che ha visto perdenti in tutte le sedi e a tutti i livelli i fautori dell'eliminazione dell'italiano ha lasciato ancora dietro di sé una scia di polemiche e di comportamenti impropri di molti atenei». Lo stesso presidente dell'Accademia ha ribadito che «la Crusca è dunque in prima fila, a disposizione delle istituzioni e del Governo», per sostenere l'italiano, ed è «pronta a difendere l'italiano contro chiunque, nei casi in cui qualcuno fosse tentato di emarginare la nostra lingua, di diminuirne il prestigio, di sottrarle spazi che le spettano».


© RIPRODUZIONE RISERVATA