Studenti e ricercatori

Specializzazione e dottorato, incompatibilità valida solo se inserita nel bando

di Amedeo Di Filippo

S
2
4Contenuto esclusivo S24


È illegittima l'esclusione da una scuola di specializzazione per incompatibilità col dottorato di ricerca. Lo ha affermato il Tar Calabria con la sentenza 1652/2018.


Il fatto
È stato chiesto l'annullamento del provvedimento con cui è stata disposta l'espulsione di un concorrente dal corso di formazione specifica in medicina generale bandito dalla regione, in ragione della ritenuta incompatibilità con la frequenza del dottorato di ricerca, in violazione del Dm Salute del 7 marzo 2006 recante i principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale, il cui art. 11 struttura il corso a tempo pieno inibendo al medico in formazione l'esercizio di attività libero-professionali ed ogni rapporto convenzionale, precario o di consulenza nonché l'iscrizione o frequenza a corsi di specializzazione o dottorati di ricerca.
Il ricorrente ha lamentato come la domanda di partecipazione non facesse riferimento alcuno alla frequenza di dottorati di ricerca e il bando non avesse previsto l'incompatibilità del Dm del 2006, anzi aveva invitato alla eventuale rinuncia al percorso formativo specialistico già intrapreso. Ha inoltre rilevato che la presenza al corso è avvenuta nel rispetto delle prescrizioni che lo disciplinano e di aver rinunciato alla borsa di studio a seguito dell'ammissione al corso regionale.


L'incompatibilità
Il Tar Calabria accoglie il ricorso, in ragione di due presupposti: il punto l'equilibrio tra il rispetto delle norme e il grado di diligenza del concorrente nel conoscere le regole del bando e il ragionevole affidamento del concorrente rispetto alla portata letterale delle prescrizioni contemplate nel bando e nei moduli di domanda allegati.
Nel caso di specie, il bando di concorso non indicava in maniera espressa l'incompatibilità derivante dalla partecipazione ad un dottorato di ricerca ma si limitava a richiedere la dichiarazione «di essere/non essere iscritto a corsi di specialità in medicina e chirurgia». Vi era, inoltre, un generico richiamo al Dm 7 marzo 2006, ma ciò che i giudici valorizzano è il ragionevole affidamento maturato dal ricorrente sulla portata precettiva e tassativa di quanto stabilito dal bando e indicato nel facsimile della domanda di partecipazione.
In via generale, conclude la sentenza, il regime delle incompatibilità dovrebbe consentire all'interessato la possibilità di scelta tra due alternative, una delle quali è l'eventuale rinuncia al percorso formativo specialistico incompatibile col corso di formazione che si intende intraprendere. Possibilità non riconosciuta rispetto alla formazione del dottorato di ricerca, essendo stata notificata al ricorrente direttamente la determinazione di esclusione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA