Formazione in azienda

Per i master formazione a distanza e training sempre più virtuale

di Claudio Tucci

Dalla perforazione all’ingegneria dei giacimenti. Passando anche per negoziazione internazionale, leadership, compliance, sicurezza operativa. La rivoluzione innestata dalla “digital transformation” unita alla transizione energetica verso un futuro “low carbon” stanno modificando - e in fretta - i contenuti dei programmi formativi post laurea, e di aggiornamento professionale. Che se da un lato, puntano all’alta formazione specialistica, stringendo accordi e partnership con gli atenei italiani più all’avanguardia, dall’altro, sperimentano metodologie didattiche innovative, come la “distance-learning” e la “virtual reality training”.

Tutto questo accade all’Eni corporate university, il centro d’eccellenza per la formazione tecnico-manageriale di Eni e delle sue società, che ha mosso i primi passi con la scuola Enrico Mattei di formazione post-universitaria nell’ambito degli idrocarburi, ancora oggi operante, all’interno dell’Eni corporate university, e divenuta, nel tempo, scuola di management ed economia dell’energia e dell’ambiente, che in 60 anni, attraverso il master Medea, ha formato circa 3mila studenti di 110 paesi.

L’approccio è sostenere lo sviluppo del business e della persona a livello globale, anche in aree di frontiera, come Iraq o Mozambico. Per questo, Eni corporate university utilizza un pò tutte le metodologie di formazione e addestramento, dalla lezione frontale, ai workshop, all’e-learning, ai case studies, ai project work, ai role-playing, ai simulatori, al personal coaching, al mentoring e al training on the job.

Per aziende con dipendenti sparsi nel mondo stanno acquisendo importanza i sistemi di “distance-learning” (il sistema Enicampus ha ricevuto nel 2016 l’Hr Innovation Award in ambito formazione da parte del Mip, la business school del Politecnico di Milano). Grazie alle tecnologie digitali, la società sta lanciando sistemi di “virtual reality training”, a partire dall’area Hse (Health, safety, environment, ndr) dove è stato sviluppato un intervento formativo antincendio con questa metodologia, con estensioni già in via di implementazione in altre aree professionali (drilling). Negli ultimi anni è stata, inoltre, costituita una “corporate coaching academy” che può erogare fino a un centinaio di interventi di coaching l’anno e, più recentemente, una “corporate mentoring academy” per il momento formata da circa 80 senior manager certificati.

Accanto alla formazione per i dipendenti sta decollando anche la collaborazione con le università con lauree magistrali e master di secondo livello; iniziative rivolte a laureati in discipline tecnico-scientifiche e svolte per la maggior parte in inglese.

Si punta a colmare un gap, storico per l’Italia, specie nelle lingue e nelle materie tecnico-scientifiche, entrambe molto ricercate dagli imprenditori.

Qualche esempio? Con il Politecnico di Milano, la società ha sviluppato il master di secondo livello in Energy Innovation, in avvio a novembre (si prevede di inserire in azienda 25 giovani). Con il Politecnico di Torino, invece, è in piedi, il master di secondo livello in Energy Engineering & Operations. È in corso anche uno scouting con gli atenei per identificare quali percorsi di laurea magistrale su Data Science e Cyber Security sostenere. Per facilitare la partecipazione di ragazzi meritevoli a queste iniziative, Eni eroga circa 150 borse di studio l’anno. Sono attivi, o in partenza, anche 21 dottorati di ricerca su temi innovativi per il settore, e presso Bocconi c’è la cattedra in Energy Markets per sviluppare la cultura energetica.

Si guarda pure alle scuole: oltre all’alternanza, con «Think about tomorrow», si orientano gli alunni, e nel mese delle Stem, la società organizza una versione al femminile per indirizzare le studentesse verso percorsi formativi e professionali in ambito tecnico-scientifico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA