Studenti e ricercatori

L’Europa mette in palio un miliardo per i giovani cervelli

di Roberto Nicchi

Il Consiglio europeo per la ricerca vuole invertire quella triste tendenza che vede il mondo scientifico come poco allettante per le giovani menti. Si sono infatti aperte lo scorso 10 settembre le iscrizioni al bando «Erc Starting Grant» (ERC-2019-STG). I giovani ricercatori potranno inviare le proprie candidature fino al 17 ottobre e sperare in un degno avvio di carriera grazie al fondo di 580 milioni messo a loro disposizione. Altri 400 milioni arrivano invece dal bando «Erc Synergy Grant» (ERC-2019-SyG), apertosi anch'esso lo scorso 10 settembre e con deadline fissata all'8 novembre 2018. Obiettivo principale è quello di stimolare la cooperazione e allentare l'eccessiva competitività dovuta agli scarsi finanziamenti di cui soffre il settore.

Stanziati 580 milioni per avviare la carriera di almeno 290 ricercatori
Saranno almeno 290 i giovani ricercatori ad avvalersi dei fondi messi a disposizione dall'Erc per mezzo del bando «Starting Grant 2019». L'importo massimo concesso a ogni «Principal Investigator» è pari a 1 milione e mezzo di euro. Sovvenzione che verrà suddivisa per un tempo massimo di 5 anni e sarà passibile di riduzione pro rata temporis in caso di progetti di durata inferiore. A tale cifra si aggiungeranno ulteriori 500 mila euro nel caso in cui si palesi la necessità di coprire forti spese di startup. Specialmente nell'eventualità in cui i candidati selezionati debbano trasferirsi nell'UE, o in un paese associato, da un paese terzo. O, ancora, per far fronte all'acquisto di attrezzature di rilievo o per garantire l'accesso a grandi impianti. Questo bonus, essendo considerato come una tantum, non potrà essere soggetto alle precedentemente menzionate riduzioni pro rata temporis. La partecipazione al bando è aperta a tutti quei ricercatori che si trovano in fase di avvio di carriera ed impegnati nella realizzazione di un programma di ricerca indipendente o nel cercare di costituire un proprio team. I candidati, inoltre, dovranno aver conseguito il primo dottorato di ricerca in un arco temporale, che spazia dai 2 ai 7 anni, antecedente alla data dell'1 gennaio 2019. A testimonianza di indipendenza e maturità scientifica sarà d'obbligo allegare alla domanda almeno una pubblicazione importante come autore principale o senza la partecipazione del proprio supervisore al dottorato. Non solo, i partecipanti dovranno portare all'attenzione della commissione esaminatrice una serie di risultati positivi nel proprio campo di ricerca, incluse pubblicazioni significative in importanti riviste scientifiche multidisciplinari, o specifiche del ramo di appartenenza, di livello internazionale. In conclusione, potranno essere presentati inviti a conferenze internazionali, brevetti concessi e premi assegnati.

Cooperazione scientifica, fondi per 400 milioni
Fine ultimo del bando «Synergy Grant» è la realizzazione di una sempre più stretta maglia di cooperazione interdisciplinare. Incoraggiare lo sviluppo di nuove tecniche, metodologie e linee di indagine, compresi approcci non convenzionali, risulterebbe infatti essenziale per permettere alla scienza europea non solo di essere al passo con i tempi, ma di diventare un punto di riferimento su scala globale. Ogni proposta inviata dovrà prevedere la partecipazione di un minimo di due e un massimo di quattro «Principal Investigator» (di cui uno soltanto designato come «Corrispondente Principale»), accompagnati o meno dai propri team di lavoro a seconda delle relative esigenze. Una vera e propria fusione di competenze, conoscenze e risorse che si auspica possa portare sia ad aumentare le abilità dei singoli che ad affrontare con successo in maniera sinergica problemi di ricerca ambiziosi. Entrando nello specifico dei finanziamenti concessi, almeno 28 proposte potranno essere selezionate come vincitrici. Il premio massimo ad essere assegnato sarà pari a 10 milioni di euro suddivisi per un periodo limite di 6 anni. Tale importo verrà ridotto pro rata temporis per progetti di durata inferiore. Anche in questo caso è previsto un finanziamento aggiuntivo, del valore di 4 milioni, a copertura di spese di avvio attività, trasferimenti dei ricercatori all'interno dell'UE, acquisto di attrezzature di vitale importanza per il buon esito del progetto ed accesso a grandi strutture. I «Principal Investigator» dovranno portare prova di come la complementarietà delle proprie singole competenze possa trasformarsi in un valore aggiunto per il raggiungimento di scoperte che non sarebbero possibili in modo individuale.


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