Studenti e ricercatori

La ricetta per ridurre i fuori-corso? Zero tasse per gli studenti in regola con gli esami

di Vera Viola

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In netta controtendenza in Italia e, ancora di più, nel Sud Italia. L’università di Salerno, che ha sede a Fisciano, piccolo centro della provincia, si afferma in Italia e all’estero scalando classifiche nazionali e internazionali. Se nelle graduatorie degli atenei italiani e stranieri le università italiane, soprattutto quelle meridionali, sono per lo più ferme nelle posizioni più basse, il campus di Fisciano migliora di anno in anno e guadagna posizioni. In controtendenza, inoltre guadagna iscritti: si pensi che gli immatricolati sono passati dagli 8.107 dell’anno accademico 2013-2014 ai 9.355 del 2017-2018 con una crescita dell’11,83% per lauree triennali e magistrali. Oggi conta 40mila studenti e mille docenti. In controtendenza, infine, Salerno riesce a guadagnare nuove risorse.

Un rating che migliora di anno in anno
Aurelio Tommasetti, 52 anni, rettore dell’ateneo di Salerno dal 2015 è orgoglioso dei riconoscimenti ottenuti e vorrebbe citarli tutti. Ma l’elenco è corposo. «Il Times Higher Education World University Rankings - dice il rettore che nel 2019 concluderà il mandato - che rileva le performances di migliaia di università mondiali, l’anno scorso ha inserito l’ateneo di Salerno nella top 400 e quest’anno ha confermato il posizionamento nel gruppo 351-400». Nel 2017 l’Anvur, che stila la classifica dei dipartimenti di eccellenza, ha collocato l’università di Salerno al 3° posto tra gli atenei del Centro-Sud, con sei dipartimenti di eccellenza. Mentre nel 2017, nella graduatoria sulla qualità universitaria, elaborata da “Il Sole 24 Ore”, Fisciano ha guadagnato il 15esimo posto, registrando la crescita più alta e confermandosi come primo ateneo del Centro-Sud.

Le strategie per crescere
Ma quali carte riesce a giocare questo ateneo per riuscire a migliorare il proprio ranking? «Abbiamo puntato dapprima sulla qualità della ricerca - elenca Tommasetti -. Parlo di qualità media, poiché non basterebbe avere poche punte di eccellenza perché gli enti valutatori apprezzino il lavoro fatto. E, al fine di stimolare tutti a fare buona ricerca, abbiamo creato una sorta di cabina di regia che distribuisce le risorse tra i 16 dipartimenti, premiando gli studi migliori». Poi si è puntato sulla didattica. «Qui c’è stata una vera svolta - aggiunge il rettore - poiché avevamo un gran numero di studenti fuori corso: quelli che non vengono conteggiati all'atto della distribuzione dell' Ffo».

Zero tasse agli studenti in regola
«Abbiamo lavorato sulle singole carriere - aggiunge Aurelio Tommasetti -. Ma a segnare un vero cambiamento è stata la decisione di restituire totalmente le tasse universitarie agli studenti in perfetta regola con gli esami». In altre parole, l’ateneo ha rimborsato 3mila euro circa a 3mila studenti per due anni. E oggi la misura è stata rifinanziata per il prossimo biennio. Ciò ha fatto sì che crescesse il numero delle immatricolazioni e quello dei laureati e, contemporaneamente, si assottigliasse la schiera dei fuori corso.

Le ricadute sul bilancio
Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) è cresciuto nel 2018 : +4% circa rispetto al 2017. In altre parole l’università di Salerno ha appena guadagnato un ulteriore incremento di fondi ministeriali pari a 4.322.239 euro. Diventando primo nel Centro-Sud e secondo in Italia per la maggiore crescita percentuale di Ffo (pari a +3,89%) distribuita nel 2018, subito dopo l’università del Piemonte Orientale (+3,90%). «Dal 2013 ad oggi abbiamo recuperato circa 30 milioni sulla quota Ffo assegnata dal ministero», sottolinea il rettore.

La struttura del campus fattore di attrazione
Il campus è una leva importante per attrarre studenti dalle regioni meridionali e dalle aree interne della Campania. Si estende su 1.350.000 metri quadrati di superficie, con 22.000 mq di laboratori di ricerca e 300 aule studio. Con mensa da 1300 posti, circa 4500posti auto, impianti sportivi (dove si svolgeranno nel 2019 le universiadi della scherma), uffici bancario e postale, edificio Spin-off universitari, presidio sanitario, eliporto. «La nostra struttura è strategica ed è molto apprezzata - conclude il rettore - spediamo in manutenzione 30 milioni l’anno».

Il bilancio
Il vero obiettivo, per Tommasetti, la sfida più difficile è far germogliare l’interesse per la cultura in un terreno purtroppo ancora arido. «La sfida è complessa - dice - nell’elenco delle città per libri comprati Salerno è nelle ultime dodici posizioni; il 53% degli editori italiani è al nord, solo il 16% al sud e nelle isole; la Campania dal 2006 al 2016 ha perso 54mila giovani emigrati al nord o all'estero. C’è una grave crisi della cultura».


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