Studenti e ricercatori

In vista mille assunzioni per i ricercatori di «tipo B»

di Eugenio Bruno

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Buone notizie in vista per gli atenei. Tra le pieghe del pacchetto università e ricerca della Nadef spunta anche un piano straordinario di assunzioni che dovrebbe portare in cattedra 1.000 ricercatori di «tipo b». Ma non mancano le misure che interessano più da vicino gli studenti a cominciare dall’allargamento della no tax area e dalla revisione light per i corsi a numero chiuso.

Le misure per l’università
Nel settore universitario - si legge nella Nadef - «sono allo studio misure per agevolare l'accesso alla no tax area al fine di ampliare la platea di studenti beneficiari dell'esenzione». A cui si aggiungerà la stabilizzazione da parte delle Regioni del Fondo integrativo
statale per la concessione di borse di studio per gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi e la semplificazione delle procedure amministrative necessarie all'erogazione delle borse stesse. Novità in vista anche per l’ accesso ai corsi a numero programmato. Revisione sarà ma per adottare «un modello che assicuri procedure idonee a orientare gli studenti verso le loro effettive attitudini». In agenda c’è anche un incremento delle risorse destinate alle università (e agli enti di ricerca), agendo sia sui rispettivi fondi di finanziamento, sia per la ridefinizione dei criteri di finanziamento. Allo studio c’è anche l’elaborazione di un piano strategico pluriennale per l'università e la ricerca che affronti in maniera unitaria le diverse problematiche che caratterizzano il settore dell'alta formazione e della ricerca.

I progetti per la ricerca
Allo studio c’è anche un sistema che consenta di migliorare le progressioni di carriera degli accademici e dei ricercatori degli enti di ricerca. Oltre a proposte per creare le condizioni affinché i giovani talenti possano rientrare in Italia e disporre di infrastrutture fisiche e tecnologiche adeguate e finanziate in maniera costante, nelle quali poter continuare a sviluppare l'attività scientifica. Le risorse - spiega il documento inviato giovedì in Parlamento - «potranno derivare dalla collaborazione diffusa tra enti e mondo delle imprese, anche incentivando l'utilizzo dello strumento del partenariato pubblico - privato». Quando ci sarà da negoziare il prossimo Programma Quadro 2021-2027 per la ricerca e l'innovazione, Horizon Europe, l’esecutivo gialloverde conta di arrivare a un «accordo sui contenuti che possa riconoscere, tra gli obiettivi politici a strategici, anche le principali priorità nazionali e possa garantire una partecipazione ampia ed efficace attraverso un regolamento più snello e aderente agli interessi nazionali».


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