Studenti e ricercatori

No all’aumento delle tasse oltre il 20% del finanziamento ordinario

di Amedeo Di Filippo

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È illegittimo l’aumento delle tasse universitarie se non viene rispettato il criterio secondo cui la contribuzione degli studenti non può eccedere il 20% dell'importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato. Lo afferma la sesta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza n. 5552/2018.

Il caso
Il giudizio verte sulla scelta effettuata dal Cda di una Università di determinare i contributi a carico degli studenti in misura superiore alla quota del 20% del finanziamento ordinario statale. Il Tar ha accolto il ricorso, l'Ateneo ha proposto appello, giudicato non fondato dalla sesta sezione del Consiglio di Stato.
I giudici di Palazzo Spada smentiscono la tesi dell'Università secondo cui l'aliquota del 20% va riferita non al finanziamento ordinario erogato dal Miur ma al FFO teorico, il fondo di finanziamento ordinario, cioè alla quota di tale fondo spettante all'Ateneo in base al criterio di riparto tra tutte le Università statali. Secondo quanto dispone l'art. 5, comma 1, del Dpr n. 306/1997, infatti, il 20% è correlato all'importo del finanziamento ordinario annuale dello Stato ma a valere sul fondo di cui all'art. 5, comma 1, lett. a), e comma 3, della legge n. 537/1993 che, nel distinguere i mezzi finanziari destinati dallo Stato alle università in tre capitoli dello stato di previsione del Miur, comprende nel FFO una quota base, da ripartirsi tra le università in misura proporzionale alla somma dei trasferimenti statali e delle spese sostenute direttamente dallo Stato per ciascuna università, e una di riequilibrio, da ripartirsi sulla base di criteri determinati con decreto del Miur relativi a standard dei costi di produzione per studente, al minore valore percentuale della quota relativa alla spesa per il personale di ruolo sul fondo per il finanziamento ordinario e agli obiettivi di qualificazione della ricerca, tenuto conto delle dimensioni e condizioni ambientali e strutturali.

Il criterio
Secondo la sesta sezione, la norma non indica il FFO c.d. “teorico” ma si riferisce all'effettivo importo del trasferimento a titolo di finanziamento ordinario, allo scopo di garantire in modo equilibrato l'obbligo di contribuzione a carico degli studenti per il finanziamento dell'Università in cui sono iscritti, nel senso che le tasse e i contributi a carico di questi ultimi non devono superare la soglia del 20% nel rapporto aritmetico tra tale contribuzione e l'importo concreto del trasferimento a carico del bilancio statale, relativamente al solo capitolo del FFO.
E non è consentito ai singoli Atenei fissare un tetto diverso alla contribuzione, posto che l'autonomia finanziaria e contabile di cui sono dotati non consente di pretermettere la normativa statale al diritto allo studio, il quale include l'onere economico di partecipazione alla spesa pubblica di funzionamento delle Università posto a carico degli studenti, che possono essere chiamati a concorrere solo entro un determinato limite percentuale poiché tale loro contribuzione serve non già a compensare, sia pur parzialmente, il divario tra i trasferimenti effettivamente ricevuti da ogni singolo Ateneo e la quota del FFO che in via teorica dovrebbe essergli attribuita, bensì a partecipare alle spese di funzionamento in quanto fruitori del servizio pubblico universitario.


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