Studenti e ricercatori

Non si possono barattare dei crediti formativi universitari con qualche giorno di servizio militare

di Martina Bellotto

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C'era una volta il Medioevo. E c'era una cultura latina, la sola cultura, custodita in pochi posti e conosciuta solo ai più fortunati. Erano tempi bui, in cui il popolo non sapeva neppure com'era fatto un libro. E dei libri, si abusava: chi li conosceva, usava le parole che essi contenevano secondo un'ottica del terrore, per creare un popolo che poteva solo obbedire.
E poi qualcosa cambiò, perché alcuni secoli dopo questi tempi di privazione del sapere, nacquero le università. Sì, è vero: l'insegnamento avveniva in latino. Ma c'erano centri laici, per molte più persone. E le università furono come candele in quei tempi bui, che avevano attanagliato l'Occidente.


Molto tempo è passato da quei secoli, ormai molto lontani. Eppure qualcosa di terrificante si sta muovendo in Italia, oggi.
Lo studio, l'accesso al sapere che più ci piace e ci motiva, quei libri che vanno a creare, giorno dopo giorno, quello che andremo a fare per tutta la vita, sta perdendo valore.
A qualcuno è venuta la sadica idea di barattare dei cfu (crediti formativi universitari) con qualche giorno di servizio militare. Quindi, sostanzialmente, non sono serviti a nulla tutti i secoli che sono trascorsi dalla nascita dell'università. Non riusciamo ancora a riconoscere la bellezza di poter accedere, tutti, ricchi e poveri, ad un livello di istruzione.
Sì, perché è proprio di questo che un attuale ministro italiano parla, anche con una certa fierezza, senza rendersi conto di quanto sia retrograda la sua idea. Così retrograda da ricondurci a quei secoli tenebrosi del Medioevo.
Una lotta, così tanto sudata, che viene umiliata per la grande ignoranza e totale incompetenza di un uomo, che paragona ore passati tra i libri a ore chiusi in una caserma.


Le università, caro ministro, hanno insegnanti, che, checché se ne dica, sono per la maggior parte persone che lasciano tantissime cose agli studenti che vanno alle loro lezioni. Nelle università si creano legami che nessuno potrà mai sostituire. Ed infine, nelle università che il ministro abbassa ad un così infimo livello, si studia, nascono idee e progetti che difficilmente si possono eguagliare.


Purtroppo, la cosa terrificante è che molte persone sono contente di questa pensata. Penso sinceramente che nessuno studente, iscritto al corso di studio che ama, possa accogliere questo progetto, perché nessuna esperienza potrà mai sostituire l'istruzione.
Le università hanno salvato l'uomo dall'ignoranza, tanti secoli fa e credo che continueranno ad essere il punto di riferimento per quanti capiscono l'importanza che esse rappresentano.


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