Studenti e ricercatori

Medici, Anelli (Fnomceo): «Formazione specifica già alle superiori»

di Barbara Gobbi

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«I test a medicina, così come sono, non vanno: non è possibile che un giovane debba giocarsi il futuro nel giro di un’ora o due, su quesiti che abbracciano lo scibile umano. Ai ragazzi vanno date chance di riuscita collegate a un percorso formativo che abbiano già intrapreso». Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, non si straccia le vesti su una eventuale abolizione del numero chiuso per l’accesso alle matricole. Ma se resteranno? «Nella valutazione ai fini dell'accesso - afferma - andrebbero considerati gli ultimi due anni delle scuole superiori, tenendo conto di due aspetti: dei voti, che così contribuirebbero al punteggio, ma anche di una formazione mirata all'attività di medico o in generale di sanitario». L'obiettivo insomma è valorizzare l'impegno a scuola e portare i ragazzi già preparati ai test. Come? «Abbiamo già sperimentato con il Miur in tema di formazione biomedica un sistema che funziona - ricorda Anelli -: tante scuole hanno attivato con i professionisti percorsi di approfondimento e di conoscenza del lavoro futuro. Si potrebbe prevedere un programma, da svolgere magari nel pomeriggio. E senza differenze tra istituti superiori: chiunque può partecipare e prepararsi per un test sul programma studiato nei due anni di formazione precedenti».


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