Studenti e ricercatori

Gli studenti bocciano il Ffo 2018: «Aumenti illusori, i fondi non bastano»

Studenti sul piede di guerra. Dopo la pubblicazione del nuovo Fondo di finanziamento ordinario per il 2018 che vale in tutto 7,3 miliardicon il costo standard rivisto con i due criteri perequativi - livello dei redditi degli studenti che frequentano l’università e accessibilità (trasporti, logistica, ecc.) - arriva la reazione degli studenti che parlano di aumento illusorio e di fondi non sufficienti.

Le critiche dell’Unione degli universitari
«L’aumento è illusorio - dichiara Enrico Gulluni, neo eletto coordinatore nazionale dell’Udu - il riparto del Ffo 2018 sembra un gioco delle tre carte in cui a vincere sono sempre gli stessi atenei che da anni riescono ad accaparrarsi risorse per la sopravvivenza, in uno scenario tuttora sottofinanziato». Per l’Udu l’aumento apparente di circa 300 milioni di euro è in realtà vincolato ai superdipartimenti (271 milioni di euro) e allo stanziamento una tantum sul recupero degli scatti stipendiali (50 milioni di euro): «In particolare il finanziamento dei superdipartimenti avrà una distribuzione basata fondamentalmente sulla premialità e concentrata quasi esclusivamente al Nord, inasprendo ancor più del passato ledisuguaglianze esistenti tra le aree del Paese». «L'unica nota positiva - prosegue il coordinatore dell'Udu -sembra arrivare dalla no-tax area ottenuta grazie alle nostre rivendicazioni: i fondi per coprire il mancato gettito dovuto alla no-tax area ammontano ora a 105 milioni di euro. Rispetto allo scorso anno aumenta la distribuzione di questi fondi al Sud (+121%) e al Centro (+105%), ma questo aumento non riesce minimamente a controbilanciare i meccanismi iniqui che determinano la distribuzione della quasi totalità del Ffo».

Giudizi negativi anche da Link Coordinamento universitario
«Con il nuovo costo standard, si è provato ad invertire la tendenza degli ultimi anni che ha fortemente svantaggiato gli Atenei meridionali e gli Atenei più piccoli, inserendo al suo interno sia l'elemento contributivo con un maggior finanziamento lì dove i contesti socio-economici sono più poveri e dove il collegamento e la mobilità tra i territori con gli stessi Atenei sono più problematici»,. dichiara Alessio Bottalico, coordinatore nazionale di Link Coordinamento Universitario. Che tuttavia critica gli «elementi strutturali» del Ffo. «Uno dei nodi da analizzare è quello dei finanziamenti: senza un aumento massiccio e strutturale dei fondi agli atenei in base alle loro esigenze, non si potrà mai avere un cambio di rotta reale nelle politiche portate avanti. Infatti, da questo punto di vista, è necessario rifinanziare in maniera massiva il Ffo di modo da avviare una un politica di reclutamento che provi a superare la precarietà della ricerca, la costruzione di spazi e laboratori in cui fare didattica in maniera dignitosa per gli studenti e le studentesse, superare progressivamente il numero chiuso, innalzare la no tax area fino ad una graduale gratuità dell'istruzione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA