Pianeta atenei

«Spostare prof dove ci sono studenti»

di Mar.B.

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Alberto De Toni è rettore dell’università di Udine, un ateneo medio del Nord. Ed è tra l’altro uno di quelli che nella divisione dei fondi per il 2018 ha visto un calo dei finanziamenti (-1,07%).

Come valuta gli interventi perequativi sui fondi?

Siamo tutti d’accordo che in qualche modo c’era necessità di riequilibrare qualcosa, perché il Sud è stato penalizzato in passato. Ma con queste “clausole di salvaguardia” si rischia solo di finanziare delle inefficienze e per avere una convergenza del sistema verso una maggiore efficienza si rischia di dover aspettare trent’anni.

Si spieghi meglio.

Se continuiamo a garantire fondi a quelle università che non hanno un rapporto efficiente tra numero di studenti e professori non va bene. Conosco corsi dove magari ci sono solo 5-6 studenti, ma gli stipendi dei professori vengono pagati lo stesso. Praticamente non hanno un carico didattico.

Cosa propone dunque?

Vanno studiati degli incentivi per favorire la mobilità dei docenti negli atenei dove ci sono più studenti.

Perché?

Perché in questo modo si riequilibrerebbe davvero la domanda di formazione degli studenti con l’offerta dei docenti. Se non spostiamo i costi dagli atenei che non possono sopportarli avremo un costo standard zoppo.


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