Studenti e ricercatori

Test d’accesso, si riaccende la protesta contro il numero chiuso. Bussetti: posti aumentati

di Al. Tr.

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Nel primo giorno di test d’accesso, quelli alla facoltà di Medicina, che ieri ha coinvolto oltre 67mila giovani, torna la protesta delle associazioni degli studenti contro il numero chiuso. «Va abolito, esclude 1 milione di giovani dall’università» tuona l’Udu, mentre Link-Coordinamento universitario mette l’accento sulla carenza di posti che «lede ulteriormente il diritto allo studio». Ma su Facebook il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ricorda che quest’anno «abbiamo aumentato i posti» e che «continueremo a lavorare con gli atenei in questa direzione». Secondo le prime stime dei rettori della Crui, a Medicina si può arrivare a 15mila posti «senza stravolgere il modello organizzativo».

Accesso per 1 studente su 8
I 67mila candidati a Medicina affrontano il test per circa 9.700 posti «e questo significa che solo uno studente su otto può accedere al corso», dice Alessio Bottalico, Coordinatore di Link - Coordinamento Universitario, secondo il quale «la grave carenza del numero di posti per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo». Bottalico sottolinea come «dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche il ministero della Salute e le Regioni cominciano a mettere in evidenza la grave carenza di organico negli ospedali e a mettere in discussione i vari ostacoli presenti nel percorso per diventare medici» ed «è necessario che oltre alle dichiarazioni - conclude Bottalico, - sul riconoscimento dei problemi si individuino soluzioni, riformando il sistema di accesso alla formazione medica per abolire il numero chiuso e investendodi più nel sistema sanitario».

Udu: esclusi 1 milione di studenti
«Il numero chiuso, che escluderà oltre un milione di studenti dall'università, deve essere cancellato, tanto a livello locale, quanto a livello nazionale» dichiara Elisa Marchetti dell’Udu, sottolineando che «siamo di fronte ad un sistema irrimediabilmente compromesso» dove «il problema del numero chiuso non riguarda solo Medicina: quasi la metà dei corsi in Italia presenta barriere all'accesso, e numerosissime sono le irregolarità
riferite ai singoli test». Anche quest’anno l’Udu sarà presente davanti alle facoltà per la guid a test Sicuro, dove «è indicato o tutto ciò che deve accadere affinché il test si svolga in maniera regolare», spiega Marchetti. L’Udu è «pronta a raccogliere ogni segnalazione di irregolarità» all'indirizzo mail: ricorsi@unionedegliuniversitari.it

La Crui: si può arrivare a 15mila posti a Medicina
«Una prima risposta alla forte domanda di accesso ad alcune facoltà universitarie a numero chiuso come Medicina può essere allargare la platea degli ammessi anche per rispondere al fabbisogno di medici» ha dichiarato il presidente Crui, Gaetano Manfredi, spiegando che si potrebbe aumentare del 50% il numero di posti, senza stravolgere il modello organizzativo». «È una risposta realistica - ha proseguito - si potrebbe passare dagli attuali 10 mila a 15 mila posti in un paio d'anni, che servono per poter attrezzarsi e organizzarsi, mantenendo la qualità didattica e di infrastrutture». Manfredi spiega che c’è «un lavoro da fare e si potrebbe aprire un confronto con il Miur e con il ministero della Sanità», «l’importante è mantenere alta la qualità». Infine, sui costi per accedere ai test, che variano da 10 a 100 euro, il professore spiega: “Credo ci possa essere una forma di autoregolazione attestandosi su una media di 50 euro. In Conferenza dei rettori discuteremo di questi aspetti per trovare maggiore omogeneità».



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