Borse di studio Ricerca, Italia dietro solo alla Germania
Studenti e ricercatori

Borse di studio Ricerca, Italia dietro solo alla Germania

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Dalla medicina rigenerativa alla cosmologia, dalle neuroscienze alla robotica. Sono 42 i
ricercatori italiani tra i 403 premiati venerdì scorso dal Consiglio europeo per le Ricerche con le borse Erc-Starting Grant.
L'Italia è superata solo dalla Germania con 73 borse. Ma la maggior parte dei premiati, che avrà per 5 anni un fondo massimo di 1,5 milioni di euro, a testa, sui 603 milioni totali, spenderà queste risorse all'estero. Solo 12 sono attivi in Italia. Sono Paola Binda, università di Pisa, per il progetto Pupiltraits sulla percezione visiva. Stefania Salvadori, università di Firenze, per il progetto Nefertiti sulla formazione delle prime galassie. Roberto Bottini, università di Trento, per il progetto Noam sull'organizzazione spaziale delle conoscenze. Florinda De Simini, università L'Orientale di Napoli, per il progetto Shivadharma sulle religioni in Asia. Alberto Giacomello, università Sapienza di Roma, per il progetto HyGate su nuovi nanosensori. Giulia Grancini, Politecnico di Milano, per il progetto Hy-Nano su nanostrutture per il fotovoltaico. Alice Mattoni, Normale di Pisa, per il progetto Bit-Act sulle tecnologie informatiche contro la corruzione. Emanuele Rodola, università Sapienza di Roma, per il progetto di geometria Specgeo. Gabriele Rosi, Istituto nazionale di fisica
nucleare (Infn), per il progetto Megante sulla costante gravitazionale. Infine 3 ricercatori dell'Istituto italiano di tecnologia (Iit): Maria Rosa Antognazza, per il progetto Lince su un dispositivo ottico per modulare l'attività cellulare, Alessandra Sciutti, per il progetto wHiSPER sulle interazioni robot esseri umani e Alessandro Gozzi, per il progetto DisConn
sui meccanismi patologici legati ad alcune malattie neurologiche.


Sono 3170 le domande esaminate. Circa il 40% dei premiati sono donne. «Ho ricevuto la notizia ufficiale il mio primo giorno di vacanze», ha commentato Maria Rosa Antognazza, del centro Iit a Milano. Il suo studio si basa sul possibile «uso della luce al posto dei farmaci come terapia, per rigenerare ad esempio tessuti epiteliali danneggiati. Un campo di ricerca - ha spiegato - che prende il nome di fotoceutica, con possibili applicazioni nelle neuroscienze e nella medicina rigenerativa».


Gli Erc fanno parte del programma europeo Horizon 2020. Sono finanziamenti per giovani talenti, grazie ai quali il singolo ricercatore può mettere insieme un proprio gruppo di ricerca per portare avanti studi di frontiera.


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