Studenti e ricercatori

Sciopero dei prof: «Dal Governo prime aperture»

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Sono arrivate aperture dal governo nei confronti dei docenti universitari che protestano per lo sblocco degli scatti stipendiali e chiedono un cambio di passo «dopo tanti anni di tagli di risorse». A riferirlo è il professor Carlo Ferraro, decano del Politecnico di Torino e capofila del «Movimento per la dignità della docenza universitaria» che ha promosso lo sciopero dei docenti dal primo giugno a fine luglio.

Una delegazione ha incontrato nei giorni scorsi il sottosegretario all'Istruzione Lorenzo Fioramonti, che - come spiega Ferraro - ha garantito l'impegno da parte del governo: «Ha espresso la volontà di dare un chiaro segnale di cambiamento immediato cui far seguire altre azioni, sempre nella strategia del cambiamento, nella legislatura in atto, e ha assicurato il massimo impegno del Governo in legge di bilancio». Lo sciopero ha raggiunto i 5.400 aderenti. I docenti universitari lamentano la cancellazione di cinque anni di professionalità dal 2011 al 2015, e la “discriminazione” rispetto a tutto il resto del pubblico impiego. Le richieste, precisano, sono di “sistema” e riguardano non solo lo sblocco degli scatti dal primo gennaio 2015 e il riconoscimento giuridico del quadriennio 2011-2014, ma anche borse di studio per gli studenti, concorsi per professore associato, per dare una prospettiva a 14mila ricercatori, e nuovi concorsi da professore ordinario. «Ora - dice Ferraro - aspettiamo fiduciosi una risposta concreta alle richieste dello sciopero: nella proposta di legge di bilancio che il Governo invierà ad ottobre al Parlamento si dovrebbero trovare le risorse necessarie per soddisfarle. Quello sarà il momento della verità!».


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