Studenti e ricercatori

Il Miur pensa ai prestiti d’onore, ma gli studenti insorgono

di Marzio Bartoloni

Si chiama «Questionario per gli studenti nell'ambito della valutazione per introdurre uno Strumento Finanziario che faciliti l'accesso a studi universitari e post-laurea» ed è arrivato già a tantissimi studenti. Il mittente è il Miur che ha deciso di utilizzare questo strumento per raccogliere i giudizi dei diretti interessati sul possibile utilizzo dei prestiti (in particolare nelle Regioni del Sud). Ma le sigle che rappresentano gli studenti ieri hanno sollevato una pioggia di polemiche bocciando l’iniziativa.

Il questionario on line nasce dal fatto che il ministero «sta valutando - si legge nella spiegazione che precede la sezione delle risposte - la possibilità di introdurre uno Strumento Finanziario che metta a disposizione degli studenti prestiti per favorire l'accesso a percorsi di istruzione universitari e post-universitari». «L'obiettivo - si legge ancora in questa introduzione -è supportare la partecipazione degli studenti a percorsi di istruzione terziaria collegati alle aree individuate nella Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente, in particolare coloro che risiedono nelle Regioni obiettivo del Programma Operativo Nazionale (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)». Il ministero spiega anche che «l’attivazione dello Strumento Finanziario è legata alla realizzazione di una valutazione che analizzi le esigenze del mercato e il valore che lo strumento potrebbe fornire».

Per Andrea Torti di Link Coordinamento universitario «quella lanciata dal ministro leghista Bussetti è una consultazione farsa: una mera operazione politica che non ha il reale obiettivo di ascoltare quelli che sono i reali bisogni degli studenti e delle studentesse del nostro Paese. Infatti, anche nella struttura del questionario, le risposte sono orientate in un'unica direzione». Per Torti che invita a boicottare «l’esperienza inglese e americana in tema di prestiti d'onore ci mostra come questi non costituiscano un'agevolazione del percorso formativo , ma al contrario lo opprimono e disincentivano». Anche l’Udu, l’Unione delgli universitari, invita gli studenti a boicottare il questionario: «Dopo appena un mese dall'insediamento, il Governo Conte, e in particolare il Miur, mostrano la vera faccia del “cambiamento”: il ritorno alle politiche universitarie del duo Gelmini-Tremonti!». «Ancora una volta - spiega la coordinatrice Elisa Marchetti - si è deciso, di bypassare il parere degli organi di rappresentanza nazionale della comunità accademica, primo tra tutti il Cnsu. È evidente che Il confronto reale con gli studenti non interessa a questo Ministero».


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