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Il voto minimo di laurea per accedere al concorso è un requisito legittimo

di Giovanni La Banca

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La peculiarità delle funzioni proprie della qualifica cui si riferisce la selezione concorsuale e la possibilità per la Banca d'Italia (oltre che per le amministrazioni statali) di introdurre, nei singoli bandi di concorso, ulteriori e diversi requisiti rispetto al voto di laurea, rende legittima la previsione di un voto minimo di laurea per l'accesso al concorso. Così il Tar Lazio, Roma, con la sentenza 4782 del 2 maggio 2018.


I fatti di causa
Alcuni concorrenti impugnavano il bando di concorso, indetto dalla Banca d'Italia, per l'assunzione di 76 dipendenti inquadrati nel grado di «esperto», nella parte in cui prevede, all'articolo 1, quale requisito di ammissione, il conseguimento di un voto di laurea non inferiore a 105/110 o votazione equivalente.


Il ruolo peculiare della Banca d'Italia
Il Regolamento del personale della Banca d'Italia per l'accesso alle qualifiche appartenenti all'area manageriale e alte professionalità, stabilisce che sono ammessi ai concorsi i soggetti in possesso di laurea e di eventuali altri titoli e/o requisiti di volta in volta previsti nel bando di concorso. Con tale previsione – che ricalca quella recata dall'articolo 2, comma 2, del Dpr 487 del 1994, in base al quale le amministrazioni possono introdurre ulteriori requisiti per l'ammissione a particolari profili professionali - viene quindi espressamente prevista la possibilità, per la Banca d'Italia, di introdurre, nelle procedure concorsuali, requisiti ulteriori rispetto al possesso del diploma di laurea per determinate categorie di personale. Tra tali requisiti ulteriori e diversi, può farsi rientrare anche la previsione di un voto minimo di laurea, che costituisce un idoneo indice selettivo attestante un determinato livello di preparazione dei candidati.


Le qualifiche messe a concorso
La qualifica di «esperto» – istituita con la riforma della carriera direttiva in vigore dal luglio 2016 –costituisce il primo segmento professionale dell'area manageriale e alte professionalità e integra il fondamentale canale di alimentazione dell'area manageriale e alte professionalità, nell'ambito della quale, tramite un sistema di avanzamento interno, gli esperti accedono al segmento dei consiglieri e, a seguire, a quello dei direttori, e poi eventualmente a quello dei direttori centrali, il grado apicale dell'area, al di sopra del quale si collocano solo i funzionari generali. Tenuto, quindi, conto della particolare collocazione, nell'ambito dell'organizzazione del personale della Banca d'Italia, della figura degli esperti e dell'affidamento al personale appartenente a tale area di rilevanti funzioni e responsabilità, trova piena giustificazione la previsione di un requisito ulteriore, rispetto al possesso del diploma di laurea, costituito da una votazione minima, in quanto rispondente allo scopo di individuare, in via preventiva, soggetti che assicurino un determinato grado di preparazione, come attestato dal voto di laurea, il quale – seppur nella variabilità dei relativi corsi e del diverso livello delle università – costituisce idoneo indice selettivo tenuto conto che, essendo unica sul territorio nazionale l'articolazione dei voti di laurea, devono ritenersi le votazioni tra loro comparabili fintanto che non giungano interventi normativi che dispongano diversamente quanto a valenza dei voti rispetto alle singole realtà universitarie.


Non è necessaria una specifica motivazione del bando di concorso
Proprio in ragione della ragionevolezza dell'introduzione di uno sbarramento selettivo basato sul voto di laurea rispetto alle caratteristiche ed alle funzioni proprie della qualifica messa a concorso, non richiede una specifica motivazione nel bando in ordine alle ragioni di tale previsione, essendo sufficiente la riconducibilità del profilo professionale messo a concorso a quelli connotati dallo svolgimento di delicate funzioni e dall'assunzione di specifiche responsabilità, in ragione della peculiare collocazione nell'ambito organizzativo e funzionale dell'ente.


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