Studenti e ricercatori

Il piano sulle performance compltetao dal 60% degli atenei

di Marzio Bartoloni

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La valutazione delle performance entra sempre di più nel dna delle università. Su 67 atenei sono 39 (il 58,2%) quelli che hanno completato tutti i passaggi della programmazione del ciclo delle performance presentando nei tempi tutti i documenti necessari. Altri 18 (il 26,9%) invece ne hanno “saltato” uno e 7 (il 10,4%) invece non hanno rispettato due dei 4 adempimenti previsti. Infine per solo tre università c’è stata inadempienza totale. Il monitoraggio al 30 aprile arriva dall’Anvur, l’Agenzia di valutazione delle università e della ricerca che ha appena pubblicato un report con le «prime evidenze» sulle performance nel comparto universitario.

L’Anvur ricorda che come previsto dal Dlgs 150/2009 le università devono pubblicare due documenti indispensabili per una programmazione trasparente del ciclo della performance. Si tratta del Sistema di misurazione e valutazione della performance (Smvp) e del piano della performance. «Il primo - ricorda l’Agenzia - garantisce la trasparenza sulle modalità con cui la performance viene programmata, gestita e valutata nella sua accezione plurale (organizzativa e individuale); il secondo è il documento di pianificazione degli obiettivi di performance che dal 2015 nel comparto universitario ha assunto la denominazione di “Piano Integrato”». A questi due documenti - dopo il Dlgs 74/2017 - se ne aggiungono altri due, uno obbligatorio e l'altro opzionale. E cioè il parere dell’organismo di valutazione (nel caso degli atenei il nucleo di valutazione) e la comunicazione tempestiva delle ragioni del mancato rispetto dei termini di pubblicazione del piano. Entrambi questi documenti «sono da considerarsi tra le principali novità del ciclo 2018-20».

L’indagine condotta dall’Anvur ha messo in evidenza «una pronta reazione da parte degli atenei»: a fine aprile 2018, infatti, 49 Smvp (pari al 73,1%) risultano riformulati dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina. L’altra novità riguardava il parere preventivo che il nucleo di valutazione deve esprimere sul piano aggiornato annualmente. «Ciò implica che esso debba essere acquisito prima dell'approvazione ufficiale del Smvp (e dunque della sua pubblicazione sulla pagina Amministrazione Trasparente e sul Portale della Performance) e che eventuali osservazioni e indicazioni di integrazione e/o rettifica debbano essere tenute in considerazione nella stesura del testo definitivo». Ebbene l’indagine mostra come alla fine di aprile fossero giunti in Agenzia 46 pareri, pari al 69% del totale delle università statali, di cui 43 esplicitamente favorevoli. La norma attualmente in vigore consente infine di comunicare eventuali ritardi nella pubblicazione di Piani e Relazioni entro i termini previsti dalla legge. Su questo punto l’indagine dell’Anvur mostra come nel comparto universitario statale fossero poco più della metà le università effettivamente in regola con la pubblicazione del Piano al 31 dicembre 2018, cui si aggiungono 12 comunicazioni di ritardo pervenute in Anvur, come richiesto nella nota di indirizzo di fine dicembre 2017. «Rimangono dunque - conclude l’indagine - 18 atenei che, pur non avendo pubblicato il Piano nei tempi, non hanno ritenuto di comunicarne le ragioni all’Agenzia».


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