Studenti e ricercatori

Laurearsi conviene: aumentano gli occupati

di Eugenio Bruno

Laurearsi conviene. Come recita un vecchio adagio che nel resto d’Europa è ormai acquisito e che da noi stenta a diffondersi, vista la penuria di giovani in possesso di un diploma di istruzione terziaria.

Una spinta in più arriva da AlmaLaurea che ha presentato a Torino il suo Rapporto 2018 sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati. Da cui emerge un aumento dell’occupazione a uno e a cinque anni dal titolo. Anche se un po’ troppo precaria.

Il dossier analizza le performances di 276mila laureati nel 2017: 157mila di primo livello, 81mila magistrali biennali e 36mila a ciclo unico. La prima buona notizia arriva dal profitto. Migliorano sia l’età media alla laurea, che in 12 mesi scende da 26,1 a 26 anni, sia la quota di studenti in corso (dal 48,8% del 2016 al 51,1 del 2017). Pressoché immutati invece i tassi di mobilità interna. Che procede a senso unico in direzione Sud-Nord: quasi un giovane del Mezzogiorno su quattro si laurea fuori regione. Stabile anche la quota di stranieri che scelgono il Belpaese per completare gli studi: erano e restano il 3,5% del totale.

La seconda parte del Rapporto 2018 si focalizza sulla sorte occupazione di 630mila laureati. A un anno dal titolo lavora il 71,1% di quelli di primo livello (+2,9 punti rispetto al 2016) e il 73,9% (+3,1% in un anno) dei magistrali biennali.

A cinque anni è occupato invece l’87,8% tra i laureati di primo livello e l’87,3% dei magistrali biennali. Seppure con meno stabilità rispetto al recente passato. Diminuiscono infatti il lavoro autonomo e i contratti a tempo indeterminato mentre aumentano i rapporti non standard. Passando agli indirizzi le lauree più “efficaci” restano ingegneria, professioni sanitarie e gruppo economico-statistico. Tutte al di sopra del 90% di placement. Indietro giurisprudenza, lettere e psicologia.

Che «laurearsi conviene» AlmaLaurea lo dice espressamente quando ricorda che il tasso di occupazione della fascia d’età 20-64 è il 78,3% tra i laureati, contro il 65,5% dei diplomati. Numeri da tenere presente mentre stanno per iniziare gli esami di maturità e tanti studenti dovranno decidere il loro futuro.


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