Studenti e ricercatori

Gli studenti lanciano ultimo appello ai prof: «Non scioperate»

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Di fronte al grave stallo politico gli studenti dell’Udu, l’ Unione degli universitari, hanno inviato una lettera in extremis al Movimento per la dignità della docenza universitaria per chiedere di rinunciare allo sciopero degli esami che scatterà dal prossimo 1 giugno.

«Abbiamo più volte sottolineato, in diverse sedi, come questo sciopero - scrive l’Udu nella lettera diretta in particolare al rappresentante dei prof, Carlo Ferraro- danneggi solamente gli studenti, principalmente perché colpisce la sessione d'esame in cui gli studenti che vogliono confermare la propria borsa di studio hanno l’ultima possibilità di ottenere i crediti. E abbiamo spiegato come, dalla proclamazione dello sciopero (22 febbraio 2016), non ci sia mai stata una data possibile in cui il Movimento avrebbe potuto contrattare le proprie rivendicazioni con un Governo nel pieno dei suoi poteri: il Governo Gentiloni alla data di proclamazione era già dimissionario e la crisi istituzionale post-voto del 4 marzo sta proseguendo anche in queste ore, con risvolti di giorno in giorno sempre più gravi».

«La drammatica giornata del 27 maggio ha sancito la definitiva impossibilità di avere un Governo nel pieno dei suoi poteri prima dell'inizio di questo sciopero e ha aperto una fase conflittuale nel paese senza precedenti, fino alla messa in discussione da parte di forze politiche spregiudicate del ruolo di garante della costituzione e dell'unità nazionale. Non solo, quindi, questo sciopero danneggerebbe solamente gli studenti, ma non ci sarebbe neanche alcun attore istituzionale a ricevere pienamente la rivendicazione dei docenti scioperanti, sicuramente prima della fine dello sciopero e, con buona certezza, almeno fino all'autunno, e metterebbe ulteriore agitazione nel Paese in una fase estremamente delicata e che impone atteggiamenti razionali e responsabili». «Ora, come Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, - conclude la lettera dell’Udu - siete ancora in tempo per ricucire lo strappo creatosi con la reiterazione dello sciopero degli appelli nella sessione estiva, ritirando questo sciopero. Se dovesse prevalere invece una indisponibilità totale a prendere atto della gravità della crisi istituzionale del nostro paese e lo sciopero dovesse aver luogo, chiederemo un atto di responsabilità ai singoli docenti, chiedendo loro di stare al nostro fianco e di non prendervi parte».


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