Studenti e ricercatori

Per psicologi e psicoterapeuti studi lunghi e qualche ostacolo sul lavoro

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Chi sogna di diventare psicologo (clinico) e psicoterapeuta deve sapere che dopo la laurea gli studi continueranno per il 98% dei laureati (tra specializzazioni e praticanti) e la possibilità di trovare un lavoro non è in discesa con qualche sacrifico all’inizio anche sui guadagni e sul tipo di occupazione spesso part time. A raccontarlo sono i dati AlmaLaurea su Profilo e Condizione occupazionale dei laureati che permettono di tracciare il profilo degli Psicologi clinici e psicoterapeuti a partire dall'analisi delle caratteristiche formative fino all'appeal riscosso sul mercato del lavoro.

Le performance all’università
L'analisi indaga le performance formative di 919 laureati magistrali del 2012, che a cinque anni dal titolo dichiarano di svolgere la professione Psicologi clinici e psicoterapeuti. Giovani che hanno conseguito una laurea magistrale biennale in psicologia.
Una professione, quella degli Psicologi clinici e psicoterapeuti maggiormente intrapresa da donne (84,6% rispetto al 15,4% degli uomini), provenienti da contesti familiari in cui la presenza del titolo di laurea è in linea con la media (31 su cento hanno almeno un genitore con il titolo di laurea. E all'università come si comportano? Raggiungono il titolo a 27,4 anni, in linea con la media e la stragrande maggioranza al più termina gli studi entro un anno fuori corso (88,1% rispetto al 76,4%), con un voto medio di laurea pari a 108,3, superiore alla media (106,8). Nel loro curriculum formativo sono presenti in misura nettamente maggiore a quella dei complesso dei laureati magistrali i tirocini svolti durante gli studi (57,2% rispetto il 48,4%) e qualche esperienza internazionale (6,6% rispetto al 14,3%). E se chiedi cosa pensano del percorso universitario appena concluso, si dichiarano decisamente soddisfatti, tanto che, potendo tornare ai tempi dell'iscrizione, il 74,2% sceglierebbe lo stesso corso e lo stesso ateneo (è il 65,2% a livello complessivo).

Il mercato del lavoro
Nell'analisi della figura professionale degli Psicologi clinici e psicoterapeuti è fondamentale tenere presente che la quasi totalità, una volta terminati gli studi universitari, prosegue con la formazione post-laurea (98,8%): in particolare tirocini e praticantati (89,3%), scuole di specializzazione (78,4%), ma anche collaborazioni volontarie con docenti, esperti, professionisti, ecc. (41,1%), stage in azienda (32,1%), master non universitari (28,1%) e master universitari di secondo livello (19,0%). Iniziano a lavorare per lo più una volta che hanno portato a casa il titolo di laurea (63,2% in linea con la media) e la prima occupazione post-laurea arriva entro 9 mesi rispetto ai 7 del complesso dei laureati magistrali occupati.
Si inseriscono soprattutto in ambito privato (75,4% rispetto al 72,5%). La stragrande maggioranza svolge un lavoro autonomo, come libero professionista (73,2% rispetto al 21,1%). La retribuzione è tuttavia inferiore alla media: 974 euro rispetto ai 1.415 euro netti mensili del complesso dei laureati magistrali. Ciò anche a causa della diffusione del lavoro part-time, che coinvolge il 59,4% degli occupati, contro il 17,0% del totale. Si inseriscono soprattutto negli ambiti della sanità (48,0%), servizi sociali e personali (29,7%) o, in misura inferiore, consulenza professionale (13,6%). Resta vero che per il 94,8% degli Psicologi clinici e psicoterapeuti il titolo universitario acquisito è molto efficace o efficace per lo svolgimento del proprio lavoro, un valore nettamente superiore alla media pari al 61,2%. Il 61,1% dichiara inoltre di utilizzare le competenze apprese all'università in misura elevata (è il 48,8% per il complesso dei laureati magistrali). La soddisfazione complessiva per il lavoro svolto è buona e pari a 7,8 punti su una scala da 1 a 10, in linea con la media.


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