Pianeta atenei

La Davos dell’industria prende casa a Cernobbio

di Luca Orlando

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Imprese, università, istituzioni. Gioco di squadra che in Italia funziona fino ad un certo punto, soprattutto quando si tratta di aprire il portafoglio. Questa volta però è diverso, perché se il World Manufacturing Forum (Wmf) diventa in via definitiva un evento italiano lo si deve proprio alla partnership realizzata.

L’atto formale è la creazione della Fondazione Wmf, punto d’arrivo di un percorso avviato da Confindustria Lombardia, Regione e Politecnico di Milano per fare in modo che l’evento, in passato itinerante, diventasse patrimonio della Lombardia e dell’intero Paese.

Nato nel 2011, il Forum si è progressivamente sviluppato per diventare uno degli eventi chiave del manifatturiero globale, con l’ambizione di diventare una sorta di “Davos” dell’industria.

Nell’arco di cinque anni Confindustria Lombardia e Regione metteranno sul piatto un milione di euro ciascuno, a cui si aggiungono i 600mila euro della Commissione europea per l’organizzazione del prossimo evento, già pianificato per il 27 e 28 settembre a Cernobbio.

«Noi pensiamo che da soli non si possa andare da nessuna parte - spiega il rettore del Politecnico di Milano Ferruccio Resta - e questo accordo si inserisce a pieno titolo nella politica di condivisione e partnership dell’Ateneo, tesa a sviluppare progetti utili all’impresa di domani: il distretto dell’innovazione in Bovisa, il futuro competence center e questa Fondazione sono tre esempi eloquenti in questa direzione».

Tra le attività della Fondazione, presieduta dal past president di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla, vi sarà anche la costruzione di un rapporto annuale sul manifatturiero, «un libro bianco da consegnare alla politica - ha chiarito il coordinatore scientifico del progetto Marco Taisch - per delineare una serie di raccomandazioni utili a sviluppare l’industria».

Prima regione manifatturiera italiana, con quote nell’ordine del 25% del totale nazionale per valore aggiunto, occupazione, export, la Lombardia si pone anche nei trend recenti come locomotiva del Paese, con un livello di produzione ormai ad un passo dalla media Ue, dieci punti oltre il risultato nazionale.

«Per la nostra manifattura si tratta di una giornata importante - spiega il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - e questo evento è un modo per valorizzare le nostre eccellenze nel mondo: industria, università e istituzioni. Gli ultimi dati dicono che la regione sta correndo, ma dobbiamo insistere. Il nostro obiettivo con questa iniziativa è portare la Lombardia a confrontarsi stabilmente con le Regioni più dinamiche e innovative del mondo e traghettare l'industria, non solo lombarda ma italiana ed europea, nel manifatturiero di domani».

«È un format decisamente interessante per guardare al futuro - aggiunge il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala - in virtù dei collegamenti che può creare, con l’opportunità di guardare con semplicità fuori dai confini e sviluppare le potenzialità lombarde, valorizzando le nostre piccole/medie ed efficienti realtà».

La piattaforma creata con la fondazione (Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano e Intelligent Manufacturing System, con il cofinanziamento di Regione Lombardia e Commissione Ue) è aperta e non esclude la possibilità che altri partner si possano affiancare in futuro. Anche a livello nazionale.

«Questa fondazione - conclude Bonometti - può essere un primo banco di prova per comprendere l’atteggiamento del nuovo esecutivo nei confronti del manifatturiero. Certo, l’economia può andare avanti anche al di là delle scelte politiche ma nel contratto di governo mi piacerebbe vedere la parola “industria”. Perché l’impresa non deve essere considerata un nemico da abbattere ma un motore di sviluppo. Come dimostra il sistema delle imprese lombarde, che ha risposto alla “chiamata” del piano Industria 4.0 investendo».


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