Studenti e ricercatori

M5s-Lega: “no tax area” più ampia e stop al numero chiuso nelle università

di Alessia Tripodi

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Nella versione definitiva del contratto di governo M5s -Lega il capitolo dedicato all'università diventa più corposo. E agli stop al numero chiuso e alla precarietà dei ricercatori - già indicati nelle prime bozze del documento - si aggiungono l'ampliamento della no tax area, la riforma dell'Anvur e del sistema Afam, un nuovo sistema di reclutamento dei docenti e la creazione di un'Agenzia nazionale della ricerca per raccordare enti e centri scientifici. Previste anche misure per aumentare gli iscritti agli Its, gli istituti tecnici superiori.

Più risorse e digitale, meno tasse
Il contratto conferma la volontà di di aumentare le risorse per l'università e la ricerca e di combattere la precarietà, anche attraverso una «sinergia» con la Banca per gli investimenti, l'istituto che dovrebbe nascere con il nuovo esecutivo. Nuovi fondi per la ricerca, poi, con gli incentivi alle partnership pubblico-private.Per aumentare la percentuale di laureati, «oggi tra le più basse d'Europa», il documento punta a rivedere i corsi a numero chiuso, ad aumentare gli studenti beneficiari dell'esenzione totale dalle tasse universitarie, ma anche a potenziare l'alta formazione tecnologica e professionale, armonizzando il sistema delle lauree professionali e degli Its. Tra gli obiettivi non manca il riferimento all'innovazione didattica in senso digitale, che sarà realizzata con finanziamenti ad hoc per aumentare l'offerta formativa on line da parte delle università statali.

Riforma del reclutamento e lotta ai "baronati"
Per potenziare un «settore storicamente e culturalmente importantissimo per l'Italia», poi, sarà necessario riformare il sistema delle Accademie e dei Conservatori (Afam), mentre sul fronte dei docenti si prevede un nuovo sistema di reclutamento «più meritocratico, trasparente e corrispondente alle reali esigenze scientifico-didattiche degli atenei, garantendo il regolare turn over» dei prof. Nelle intenzioni del nuovo governo, inoltre, le carriere accademiche dovranno diventare «sistemi realmente meritocratici», mentre andranno liberati quegli atenei «in cui è ancora forte la presenza di "baronati" che sfruttano in maniera illegittima risorse e personale». Il contratto vuole inserire anche un sistema per verificare che i docenti universitari svolgano «effettivamente» i compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti.

Nuova veste per l'Anvur, arriva l'Agenzia per la ricerca
Le riforme previste dal nuovo esecutivo toccheranno anche la governance del sistema universitario: sarà «ridisegnato il ruolo» dell'Anvur, per «renderlo uno strumento per il governo e non di governo», e verranno individuati i soggetti «che potrebbero contribuire nei processi decisionali», a partire dal Cun, il consiglio universitario nazionale. Sul fronte della ricerca, infine, la nuova Agenzia nazionale servirà a superare la «frammentazione» e lo «scarso coordinamento» tra gli enti pubblici, così come il loro «carente coinvolgimento» sulle questioni strategiche per lo sviluppo del Paese.


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