Studenti e ricercatori

Fedeli: orgogliosa dell’aumento di matricole, non disperdere impegno sull’università

di Eu. B.

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«Non posso nascondere la mia soddisfazione per l'incremento delle immatricolazioni registrato nell'anno accademico 2017/2018: in base alle informazioni contenute nei database ministeriali, sono 290.131 le studentesse e gli studenti che hanno scelto di intraprendere, quest'anno, un percorso di studi universitario. Un dato che segnala un'inversione di tendenza significativa per questo settore formativo. Per ritrovare un livello simile di ingressi, infatti, come viene riportato oggi anche sugli organi di stampa nazionali, bisogna guardare al 2008/2009». La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli commenta così il dato anticipato ieri dal Sole 24 Ore. E, guardando alla nascita del futuro governo lega-M5S, ricorda: «Le nostre università sono il pilastro su cui costruire lo sviluppo del Paese. Mi auguro che questo impegno – doveroso e atteso a lungo dalle donne e dagli uomini che sono parte attiva dei nostri atenei – non venga disperso, ma anzi venga proseguito dal prossimo governo con la stessa lungimiranza e con lo stesso senso di responsabilità».

Il bilancio del suo mandato
Nel sottolineare che l’aumento delle immatricolazioni ha riguardato il territorio nazionale nella sua interezza la ministra uscente evidenzia che per stimolare e premiare gli atenei che dimostrano di migliorare nella ricerca, nella didattica, nell'internazionalizzazione sono state assegnate alle Università circa 300 milioni di euro. Ricordando che nel frattempo il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) ha visto aumentare le risorse: «Nel 2017 siamo passati da 6,957 miliardi a 7,011 miliardi; nel 2018 arriveremo a 7,347 miliardi. In questo modo l'Ffo tornerà a sfiorare la quota di 7,4 miliardi di euro del 2009».

Le misure per le studentesse e gli studenti
Tornando alla crescita delle immatricolazioni Fedeli la mette in diretta corrispondenza con la politiche per il diritto allo studio seguita nell’ultimo biennio. «Abbiamo stabilizzato il Fondo Integrativo Statale (Fis) per il diritto allo studio a 237 milioni di euro (con un incremento stabile a partire dal 2017 di 50 milioni e di ulteriori 20 milioni da quest'anno) e contemporaneamente abbiamo varato specifici interventi che hanno finalmente consentito la fissazione, dopo una lunga e complessa trattativa, dei fabbisogni finanziari delle Regioni in tema di diritto allo studio e dei nuovi criteri di riparto del Fis. Inoltre - ha aggiunto la ministra - per la prima volta sono stati distribuiti con l’Ffo 2017 anche i fondi per la no-tax area, prevista dalla legge di bilancio per il 2017, che consente per la prima volta alle studentesse e agli studenti con Isee fino a 13.000 euro di essere esonerati dal pagamento delle tasse e garantisce tasse calmierate a coloro che hanno un Isee fra 13.000 e 30.000 euro».

Il gender gap
Se c’è un punto su cui bisogna insistere e migliorare, secondo Fedeli si tratta dell’incentivo alle studentesse a scegliere una materia Stem. Un Paese - spiega - non può «dirsi compiutamente sviluppato se, per via di pregiudizi e stereotipi culturali, non riesce a giovarsi delle intelligenze di tutti i suoi cittadini, donne o uomini che siano». Il suo pensiero va a quel 38% di donne che scelgono le materie scientifiche contro il 76% di quelle che intraprendono percorsi di studio in area umanistica. Da qui l’appello al futuro esecutivo a «garantire pari opportunità e libertà di scelta al nostro capitale umano. Per costruire società eguali e giuste». Con annesso augurio a «fare tesoro di questo patrimonio di azioni intraprese» e «dare continuità a beneficio delle nuove generazioni e del nostro Paese».


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