Studenti e ricercatori

Visti facili per i ricercatori e gli studenti stranieri

di Marzio Bartoloni

Dopo le agevolazioni fiscali l’Italia aggiunge un nuovo tassello nella corsa sempre più agguerrita tra i Paesi per attrarre talenti e cervelli. Ieri il consiglio dei ministri ha licenziato definitivamente un pacchetto di norme che punta a velocizzare e semplificare ingresso e soggiorno per chi vuole studiare o fare ricerca nel nostro Paese. L’obiettivo del decreto (un Dlgs che recepisce una direttiva Ue 2016/801) è infatti quello di rendere il nostro Paese (e più in generale l’Europa) un posto più attrattivo con una serie di misure che dovrebbero facilitare la vita agli studiosi extra-europei- compresi tirocinanti e volontari - evitandogli se possibile la temutissima burocrazia italiana

Tra le semplificazioni si segnala innanzitutto il taglio dei tempi al momento di ingresso che vengono di fatto dimezzati rispetto a oggi: il ricercatore e per conto suo l’istituto di ricerca o l’università che lo ospita potrà ottenere dallo sportello unico per l’immigrazione presente nella prefettura competente il rilascio del nulla osta per l’ingresso così come del successivo permesso di soggiorno nel giro massimo di 30 giorni. Con il permesso di soggiorno, rilasciato dal questore in formato elettronico, che avrà una durata pari a quella del programma di ricerca, con la possibilità tra l’altro del ricongiungimento dei familiari dei ricercatori alle stesse condizioni. Le nuove regole - che tra l'altro equiparano i dottorandi ai ricercatori - prevedono anche una novità importante. E cioè la possibilità per i ricercatori stranieri, una volta completato il proprio progetto di ricerca in Italia, di ottenere un nuovo permesso di soggiorno per cercare lavoro o aprire un’impresa nel nostro Paese «coerente con l’attività di ricerca completata, ferma restando la necessità delal disponibilità di requisiti economici sufficienti a non gravare sul sistema di assistenza sociale», avverte la relazione al decreto.

Il decreto legislativo prevede semplificazioni anche per tutti quei giovani non europei che vogliono studiare e formarsi nel nostro Paese introducendo un permesso di soggiorno ad hoc per «studente», «tirocinante» e «alunno» che vuole frequentare corsi di studio presso università, istituti tecnici superiori, accademie e conservatori e corsi di formazione professionale o che è stato ammesso a frequentare un tirocinio curriculare. Anche in questo caso il permesso avrà la durata pari a quella del percorso formativo. E anche in questo caso viene consentito agli studenti, una volta completati gli studi (laurea, master, o altro) di ottenere un nuovo permesso di soggiorno di durata pari almeno ad un anno, per cercare un’occupazione o avviare un’impresa.


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