Studenti e ricercatori

Londra migliore città universitaria al mondo, ancora indietro Milano e Roma

di Eugenio Bruno

Ancora una volta le classifiche di “università e dintorni” non sorridono all’Italia. Non fa eccezione il QS Best Student Cities Ranking 2018. Delle 139 migliori città universitarie al mondo, dal punto di vista degli studenti, solo due appartengono al nostro paese: Milano e Roma. Ed entrambe perdono appeal. La prima a causa dell’alto costo della vita, la seconda per le scarse chance occupazionali. In cima per la prima volta si posiziona Londra che scalza Montreal.


Due sole italiane in classifica
Delle 18 città universitarie italiane considerate, solo Milano e Roma entranonel ranking del QS . La prima scende dal 33 al 36esimo posto complessivo. A penalizzarla sono le 40 posizioni perse alla voce “affordability” (costo della vita) dove si posiziona al 109esimo posto. Un crollo che si spiega sia con l’aumento del costo di un Big Mac di 0,80 dollari in un anno sia con l’arrivo di tre new entry come Stoccarda, Nagoya e Città del Capo. Tutte molto performanti proprio sul costo della vita.
A tenere Milano tutto sommato su in classifica ci pensano le cinque posizioni guadagnate per la “desirability” (desiderabilità) e le 11 migliorate per l’indicatore “student view”. Grazie anche - è la spiegazione fornita dagli autori dello studio - all’undicesimo posto generale per l’“employer actvity”. E cioè per l’attartività sul mercato del lavoro. Numero imprese interpellate hanno dichiarato infatti di apprezzare la preparazione fornita dagli atenei milanesi. 
Quasi opposta la situazione di Roma che cala dalla 65 alla 66esima posizione proprio a causa della bassissima “employer activity”, dove la capitale figura al 118esimo posto. Tra le capitali europee solo Atene fa peggio.

Il ranking internazionale
Come detto in cima quest’anno troviamo Londra. Che viene premiata soprattutto dal punto di vista degli studenti. Alle sue spalle si posiziona Tokyo che primeggia nella categoria “employer activity” e arriva seconda per il criterio “desirability”. Chiude il podio Melbourne che l’anno scorso si era invece fermata al quinto posto. In calo invece le due “primedonne” del 2017 : Montreal e Parigi che stavolta finiscono quarta e quinta. Restando nella top ten spiccano la comparsa di Zurigo (ottava) e Sydney (nona) e l’assenza delle città americane. Per trovarne una (Boston) bisogna andare giù fino alla tredicesima posizione. A penalizzarle, oltre all’alto costo della vita, le regole più stringenti sui visti. Che hanno ridotto il numero di studenti stranieri negli Usa. L’effetto Trump sembra farsi sentire anche sull’offerta universitaria a stelle e strisce.


© RIPRODUZIONE RISERVATA