Studenti e ricercatori

Confermato sciopero dei prof a giugno, studenti ancora sul piede di guerra

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La Commissione di Garanzia per l'esercizio del diritto di sciopero ha dichiarato legittimo lo sciopero proclamato dai prof universitari per l’appello estivo (dal 1° giugno al 31 luglio 2018) con l’unico paletto di far «garantire sempre almeno 5 appelli all'anno». Gli studenti confermano la loro protesta: «Cosi a rischio le borse di studio».

La Commissione ha appena inviato la comunicazione al Movimento per la dignità della docenza universitaria che di fatto autorizza lo sciopero proclamato per la sessione di esami della prossima estate pur dietro richiesta di garantire almeno 5 appelli l’anno. La soluzione trovata nell'ultima legge di bilancio per lo sblocco degli scatti di stipendio del passato - scatti biennali dal 2020 e una tantum di parziale ristoro - non soddisfa i professori universitari. Che dopo il clamoroso e inconsueto sciopero degli esami nella sessione d'autunno (a cui parteciparano in oltre 11mila) minacciano ora un nuovo blocco (finora quasi 7mila adesioni). Una decione su cui gli studenti confermano la loro contrarietà: «Con queste modalità - osserva Andrea Torti, coordinatore nazionale di Link - lo sciopero rischia di avere un impatto grave sugli studenti, soprattutto perché potrebbe compromettere il raggiungimento dei crediti necessari per accedere al bando delle borse di studio ed ai benefici di welfare studentesco». Per questo Link ha lanciato una petizione in tutti gli atenei e non solo, «che ha già totalizzato più di 45.000 firme, per richiedere che le scelte prese dai docenti non aggravino ulteriormente le condizioni degli studenti e delle studentesse. Non possiamo permettere che migliaia di studenti debbano perdere la borsa di studio o vedersi triplicate le tasse a causa di un esame non conseguito».


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