Studenti e ricercatori

Il 92% degli studenti che ha frequentato un collegio universitario di merito è occupato

di Marzio Bartoloni

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La stragrande maggioranza degli studenti che hanno frequentato un collegio universitario di merito lavora, oltre ad avere nel suo curriculum più titoli formativi post laurea e maggiori esperienze all’estero. È quanto emerge da un’indagine sull’occupazione degli alunni dei collegi - le strutture residenziali che offrono anche servizi educativi, di orientamento e di integrazione dei servizi formativi - presentata nei giorni scorsi a Roma in un convegno su «Università e lavoro. Condizione studentesca e occupabilità in Italia» organizzato alla Camera dall’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà e dalla Conferenza dei collegi universitari di merito (Ccum).

Il 92% svolge attività retribuita
La Ccum ha realizzato la sua indagine tra gli alumni che hanno frequentato i collegi negli ultimi quindici anni. La rilevazione ha coinvolto i 14 Enti e i 55 Collegi universitari di merito che fanno parte della Ccum comparando i risultati dell’indagine con i dati Istat relativi a tutti gli altri universitari. Secondo l’indagine il 67% degli allievi dei collegi ha trovato lavoro entro 3 mesi dal conseguimento dell’ultimo titolo di studio e il 12% tra i 3 e i 6 mesi, raggiungendo quindi in totale il 79% del placement entro 6 mesi dall’ultimo titolo di studio. Inoltre il 92% al momento dell’intervista svolge un’attività lavorativa retribuita, stage inclusi. Si tratta di una percentuale superiore ai laureati occupati che emergono dall’indagine Istat e che costituiscono il 77,5% dei laureati. Lo studio mostra che il 30% di coloro che hanno risposto all’indagine ha conseguito o sta conseguendo un dottorato di ricerca (a fronte di una media dei laureati italiani del 4,8%). Includendo, oltre ai dottorati, anche i master di primo e secondo livello e scuole di specializzazione, il 65,6% degli alunni Ccum ha conseguito o sta conseguendo un titolo di studio post-lauream.

Le esperienze all’estero
È ugualmente significativa tra gli alumni dei collegi anche la percentuale di coloro che hanno fatto almeno un’esperienza all'estero: si tratta del 46,6%, ossia quasi uno studente su due, mentre la percentuale nazionale rilevata da Istat è pari al 7,9% degli intervistati. Per la metà del campione Ccum considerato si tratta soprattutto di esperienze realizzate durante gli studi universitari nell’ambito del programma Erasmus. Non mancano però alumni che hanno avuto modo di formarsi all'estero attraverso programmi di scambio e borse di studio promosse dai collegi (circa l’11%). Tra i Paesi di destinazione più scelti: Francia (15,8%); Gran Bretagna (13,9%); Germania (12,3%); Stati Uniti (10,8%); Spagna (8,5%); Inghilterra (8,2%); Svizzera (5,7%). Le conclusioni del convegno sono state affidate a Maurizio Carvelli, vice presidente della Ccum che ha avanzato un pacchetto di richieste alla politica. Tra queste misure per il merito,una regolamentazione nazionale unica per lo svolgimento dei tirocini, interventi per favorire la mobilità degli studenti e la realizzazione di residenze di qualità per gli studenti universitari.



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