Studenti e ricercatori

Due laureati su tre promuovono l’ateneo e il corso scelto

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L’ultimo profilo di Almalaurea, pubblicato da poco, permette di analizzare la soddisfazione dei laureati del 2014 in relazione alla loro esperienza universitaria: dal rapporto con i docenti alle postazioni informatiche, dalla aule alle biblioteche, dalla sostenibilità del carico di studi fino ai “ripensamenti” sul percorso intrapreso. Il rapporto, indagando i giudizi dei laureati - un elemento imprescindibile per la valutazione del sistema formativo nel suo complesso dal momento che ne sono i primi fruitori- dà prova della generale soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa, a tal punto che potendo tornare ai tempi dell’iscrizione, due laureati su tre sceglierebbero lo stesso ateneo e lo stesso corso. Solo il 4% dei laureati non si iscriverebbe più all’università. I laureati, apprezzando in particolare il corso di studio - inteso come esperienza complessiva - e i rapporti con i docenti, ritengono che il carico didattico sia stato complessivamente sostenibile, ma sono più critici sull’adeguatezza delle aule e delle postazioni informatiche.

Le opinioni dei laureati del gruppo scientifico
Se da un lato l’approfondimento non mostra particolari variazioni nel corso del tempo sul giudizio espresso dai laureati, dall’altro evidenzia alcune sostanziali differenze in base al gruppo disciplinare di appartenenza. In linea generale emerge che i laureati del gruppo scientifico esprimono opinioni mediamente molto positive per quasi tutti gli aspetti indagati, tant’è che il 75% di loro potendo tornare ai tempi dell’iscrizione farebbe esattamente la stessa scelta; valore a cui si aggiunge un altro 7% di chi si iscriverebbe sì allo stesso ateneo, ma cambiando corso di laurea (in media i dati sono rispettivamente pari al 67% e al 9%). Non stupisce quindi che siano più soddisfatti dell’esperienza universitaria nel suo complesso (l’89% contro l’86%), del rapporto con i docenti (88% contro l’84%) e delle aule (81% contro il 69%). Per il 57% di loro inoltre le postazioni informatiche erano adeguate(contro il 35%); il 77% ritiene mediamente positivi i servizi di biblioteca (contro il 78%); mentre il carico didattico è ritenuto sostenibile da 84 laureati su cento (contro l'86%).

Il giudizio non molto positivo di chi ha scelto architettura
Al lato opposto troviamo tra i meno soddisfatti i laureati del gruppo di architettura, con valutazioni negative piuttosto diffuse su tutti i servizi offerti dall’università. Solo il 57% ripeterebbe infatti la stessa scelta compiuta a 19 anni, dieci punti in meno della media nazionale, a cui si aggiunge un 9% di chi si iscriverebbe sì allo stesso ateneo, ma cambiando corso di laurea. La soddisfazione complessiva sull’esperienza universitaria scende così all'80%, il rapporto con i docenti al 76%, la valutazione sulle aule al 46% e solo 21 architetti su cento ritiene che le postazioni informatiche erano adeguate adeguato. In linea con la media è invece la valutazione sui servizi di biblioteca (78%), mentre è decisamente inferiore l’opinione sulla sostenibilità del carico didattico (79%).

I medici tra i più critici
Tra i laureati più critici sull'esperienza universitaria conclusa troviamo anche i laureati del gruppo medico (in questo caso si tratta dei corsi in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria): il 64%, tre punti in meno del dato nazionale, ripeterebbe la stessa identica scelta compiuta a 19 anni. La soddisfazione complessiva sull'esperienza universitaria è pari all'81%, valore che scende al 70% se si guarda al rapporto con i docenti, al 62% per l'adeguatezza delle aule e al 76% per i servizi di biblioteca. Solo il 25% ritiene le postazioni informatiche erano adeguate, mentre il carico di studi è sostenibile solo per il 71% dei medici (quindici punti in meno della media nazionale).

Giudizi positivi tra i laureati in materie umanistiche
Caso a sé è rappresentato dai laureati delle discipline umanistiche e sociali tra i quali si registra un’elevata soddisfazione in particolare per i servizi di biblioteca, con valori superiori alla media: si va dall'85% per i laureati del gruppo linguistico all'82% per il politico-sociale; così come la percezione del carico di studi, sostenibile con valori oltre il 90% per i laureati del gruppo politico-sociale, insegnamento, psicologia e letteratura. In questo caso, la quota dei soddisfatti dell'esperienza universitaria complessiva varia da gruppo a gruppo: dall'89% degli insegnanti all'87 degli psicologi e dei giuristi, tutti sopra la media, passando a valori in linea con il dato nazionale: 86% per il politico-sociale e 85% per il letterario; a fondo scala solo il linguistico con il 79%. Ma chi potendo tornare ai tempi dell’iscrizione all’università farebbe la stessa scelta? I laureati in psicologia sono i più convinti, il 72% ripeterebbe infatti la stessa identica scelta, valore che scende al 69% per l’insegnamento, al 67% per il giuridico e letterario, al 62% per il politico-sociale e al 55% per il linguistico.


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