Studenti e ricercatori

Ecco la «nanotech valley» che parla pugliese

di Mar.B.

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Le nanotecnologie prendono casa in Puglia con diciotto milioni di investimenti, 12mila metri quadrati di laboratori e 200 ricercatori. Questi i numeri del nuovo Polo del Consiglio nazionale delle ricerche inaugurato ieri a Lecce - all’interno del Campus Ecotekne dell’università del Salento - che si candida a diventare un centro d’eccellenza a livello europeo forte anche di alleanze già ben solide con alcuni big player del mercato, come STMicroelectronics, Bosch ed Engineering.

La «nanotech valley» pugliese
Il nuovo Polo è una tra le più grandi infrastrutture di ricerca, a livello italiano ed europeo, dedicata allo sviluppo delle nanotecnologie e delle loro applicazioni in ambito scientifico e produttivo. La struttura, che è frutto della collaborazione fra Regione Puglia e Cnr, ha cervello e cuore nell’Istituto leccese Cnr-Nanotec, un centro di ricerca multidisciplinare all’avanguardia internazionale, con oltre 12.000 mq di laboratori e facilities e più di 200 ricercatori dai diversi profili scientifici: fisici, chimici, biologi, medici ed ingegneri. E l’intenzione è quella di continuare ad attrarre i migliori cervelli del settore.
Il polo delle nanotecnologie è costato 18 milioni di euro, frutto di un finanziamento così suddiviso: 10 milioni di euro dalla Regione Puglia, quattro milioni dal Cnr e quattro milioni dal Miur. Di questi 18 milioni di euro, 14 milioni sono serviti a realizzare la struttura e quattro milioni per l'acquisto delle apparecchiature. Tra gli obiettivi del Polo e di Cnr-Nanotec c’è lo sviluppo di nuove ricerche e la prototipazione di materiali innovativi per dispositivi e applicativi, realizzati sfruttando le ampie potenzialità delle nanotecnologie attraverso un approccio di tipo bottom-up (self assembling e ingegneria molecolare di molecole organiche, polimeri e biomolecole) e top-down (nanotecnologie-litografie di ultima generazione applicate a materiali semiconduttori). Con applicazioni che vanno dall’energia all’edilizia, dalla diagnostica alle comunicazioni, dalla sicurezza fino all’ambiente. Per Giuseppe Gigli, direttore di Cnr-Nanotec «quella condotta dai nostri ricercatori è una sfida ambiziosa a livello internazionale, che già conta sulla consolidata collaborazione con prestigiosi centri quali il Molecular Foundry dell’università di Berkeley, l'Imperial College di Londra, le Università di Cambridge, Oxford, Tokyo, lo Houston Medical Center e, in ambito industriale, con multinazionali leader tra cui STMicroelectronics, Bosch ed Engineering-Ingegneria informatica».

Attrarre le multinazionali
«È un risultato importante, raggiunto grazie alla collaborazione con la Regione Puglia - ha detto il presidente del Cnr, Luigi Nicolais - che ottimizza l'uso dei fondi strutturali e valorizza le competenze scientifiche e tecnologiche presenti sul territorio, proiettandolo in uno scenario internazionale, avanzato e altamente competitivo». Le nanotecnologie sono, infatti, uno degli assi portanti dell’economia dei prossimi anni e conoscerne il know how e sviluppare le relative tecnologie potrebbe spingere questa zona del Sud Italia a diventare «uno dei poli di riferimento e di attrazione per le principali multinazionali del settore», ha aggiunto il presidente del Cnr. Sulla stessa scia il governatore pugliese Nichi Vendola: «Le nanotecnologie sono oggi in tutto il mondo l’orizzonte più avanzato della ricerca e dell'innovazione». «Per noi è un grande orgoglio - spiega il presidente della Regione Puglia - perché i distretti della ricerca sulle tecnologie spaziali, da un lato, e le nanotecnologie, dall’altro, rappresentano un pezzo di Sud che ha capito che di fronte alla crisi e di fronte ai problemi della globalizzazione non ci si può rinchiudere in una caverna, si deve avere il coraggio di camminare sulle piste del futuro».


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