ITS e imprese

Scuola-lavoro, in arrivo 46,7 milioni alle Regioni per i percorsi formativi

di Giorgio Pogliotti

È scattato il conto alla rovescia per la distribuzione alle regioni di 46,7 milioni destinati dalla legge di Bilancio all’apprendistato duale, il principale canale di accesso dei giovani al mercato del lavoro.

Il decreto firmato dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando (che dopo la controfirma del Mef passa all’esame della Corte dei Conti per la registrazione) consentirà di distribuire le risorse a praticamente tutte le regioni, anche quelle che pur avendo realizzato percorsi formativi nel sistema dell’istruzione e formazione professionale, non hanno raggiunto nel 2020 la soglia minima del 2% (intesa come rapporto tra il totale degli iscritti a percorsi di formazione professionale e il totale degli iscritti a percorsi di scuola secondaria superiore). La ratio del provvedimento - come spiega la struttura tecnica del ministero del Lavoro -, è quella di non penalizzare le regioni che hanno avuto maggiori difficoltà, proprio nell’anno della pandemia. Senza questa modifica, infatti, sarebbero state escluse dal riparto delle risorse per l’annualità 2020 regioni come l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, le Marche, la Puglia, la Sardegna e la Toscana. Si è, dunque, voluto evitare il rischio che in questi territori, si possano ridurre o annullare i percorsi formativi realizzati nel sistema duale scuola-lavoro.

Il decreto autorizza a provvedere alla ripartizione regionale, in base a quattro criteri, ciascuno dei quali pesa per il 25% nella distribuzione delle risorse: il numero di iscritti ai primi tre anni dei percorsi di istruzione e formazione professionale; gli iscritti al quarto anno; il numero di apprendisti occupati nell’apprendistato di primo livello (per il conseguimento della qualifica o del diploma professionale); il numero complessivo di iscritti Neet (giovani non impegnati in lavoro, studio o formazione).

Proprio il rafforzamento dell’apprendistato duale è uno degli obiettivi fissati dal Pnrr che nella missione “inclusione e coesione” assegna 600 milioni, per assicurare un migliore incontro tra scuola e lavoro, ovvero tra l’apprendimento nel sistema scolastico (inclusa la formazione on the job) e l’esperienza all’interno del mondo delle imprese. L’apprendistato fatica a decollare, nonostante le agevolazioni fiscali, complici le difficoltà applicative legate alle diverse normative regionali. Secondo l’Inps il saldo annualizzato del 2020 (ovvero la differenza tra attivazioni e cessazioni) dei contratti di apprendistato è negativo (-1.203, mentre nel 2019 il saldo era pari a +66.734), e si è scesi da 348.895 a 237.726 contratti d’assunzione. L’Italia occupa la terzultima posizione tra le nazioni europee per la disoccupazione giovanile (a dicembre il tasso era del 29,7%), contro una media del 18,5% dell’area euro, del 17,8% dell’Unione europea, mentre si amplia la distanza dalla Germania (6,1%). Eppure, come certifica il sistema Excelsior di Unioncamere e Anpal, circa un terzo delle figure professionali ricercate sono di difficile reperimento, perché - denunciano molti imprenditori - spesso mancano le competenze richieste e l’esperienza on the job.


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