Famiglie e studenti

Dal Tar dell’Emilia-Romagna no al risarcimento danni per Dad al 100%

di Redazione Scuola

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L'ordinanza della Regione Emilia-Romagna sulla didattica a distanza al 100%, poi revocata, «è stata adottata in un periodo di più che notevole espansione della pandemia sul territorio regionale, laddove il presidente della Regione si è determinato a dettare le prescrizioni restrittive» in «perfetta buona fede e con la chiara e meritoria finalità di approntare una misura arginatoria della diffusione del virus, a salvaguardia della salute degli studenti e dell'intera collettività messa in pericolo dal carattere estremamente diffusivo del virus». Lo sottolinea il Tar, nell'ordinanza con cui rigetta la richiesta di risarcimento danni dei genitori di studenti delle scuole superiori che avevano impugnato con successo l'ordinanza dell'8 gennaio, già sospesa dallo stesso tribunale il 15 perché ritenuta illegittima.

Sul merito della questione i giudici osservano la carenza d'interesse, visto che nel frattempo in Emilia-Romagna è ripresa la didattica in presenza al 50% dal 18 gennaio.

Ma nel decidere sulla richiesta di risarcimento si fa notare che non c'è alcuna condotta colposa né dolosa da parte della Regione. E che, inoltre, l'ordinanza impugnata ha avuto un'efficacia di soli quattro giorni, dal martedì al venerdì della settimana 11-17 gennaio, «una durata temporale così breve per cui non è dato minimamente sapere e neppure configurare quale sia stata la consistenza del danno economico che si sarebbe prodotto».


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