Famiglie e studenti

Vaccini ai docenti dopo medici e anziani

Oltre che per i tamponi bisogna pensare a una corsia preferenziale per la scuola anche in materia di vaccini. Subito dopo il personale sanitario e gli over 80. È la richiesta formale che è arrivata dalla ministra Lucia Azzolina nel corso del question time di ieri alla Camera. Insieme al dispiacere per la scelta di 17 regioni e province autonome su 21 di rinviare il rientro in classe post- vacanze natalizie e al “remind” sui 3 miliardi destinati alla scuola dal governo Conte-bis.

Ma se questi ultimi due argomenti rientrano nella dialettica quasi quotidiana degli ultimi 3 mesi, i vaccini sono una new entry. Raccogliendo l’auspicio di vaste aree del mondo dell’istruzione, la titolare di viale Trastevere ha ricordato che stiamo parlando di un «servizio pubblico essenziale». «Sin dall’avvio del confronto sulla elaborazione del piano vaccinale - ha spiegato Azzolina - ho chiesto e ottenuto di garantire priorità al personale scolastico». Da qui il suo auspicio a procedere «speditamente con la vaccinazione degli operatori sanitari e degli anziani, per arrivare subito alla scuola, partendo dal personale fragile e da chi ha una età più avanzata».

Una speranza che segue di qualche ora la sua richiesta di inserire nel decreto Ristori-5 allo studio del governo una corsia preferenziale per i tamponi a studenti e insegnanti e un meccanismo di contact tracing più efficace così da superare alcune delle strozzature che hanno caratterizzato questo inizio di anno scolastico. E arrivare alla riapertura delle superiori dove sono ancora chiuse in una condizione di maggiore sicurezza. L’obiettivo è rafforzare le campagne di screening già in atto. Come, ad esempio, il progetto sperimentale “Scuola sicura” al via in Toscana per il monitoraggio delle infezioni da coronavirus tra gli studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni, che coinvolgerà 150 istituti superiori della regione.

Nel corso del suo intervento a Montecitorio, la ministra è poi tornata a parlare dei ristori formativi da introdurre nel Dl allo studio dell’esecutivo con le risorse del prossimo scostamento di bilancio (su cui si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Da un lato, chiedendo che l’eventuale ulteriore sospensione o limitazione delle attività didattiche in presenza «sia solo una misura residuale» e, dall’altro, confidando le sue preoccupazioni per l’aumento dei Neet e dell'analfabetismo funzionale a cui stiamo andando incontro di chiusura in chiusura.

A oggi intanto Piemonte, Lazio, Liguria, Molise, Puglia dovrebbero riaprire le superiori lunedì 18 gennaio (per il primo ciclo, torneranno in presenza primaria e secondaria di I grado in Sicilia, Puglia e Molise) ma è tutto ancora da vedere: entro domani dalla cabina di monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss) arriveranno i dati in base ai quali, da domenica 17, potrebbero scattare nuovi cambi di colore. E, dunque, nuove serrate scolastiche per le eventuali “zone rosse”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA