Famiglie e studenti

Dalle banche alle start-up: così prepariamo ai nuovi mestieri

di Flavia De Vincenzi

Troppe volte ancora oggi si associa la figura del ragioniere al piccolo contabile chiuso tra i libri mastri in qualche ufficio o ministero dimenticando che tra i diplomati dell’istituto tecnico economico dobbiamo annoverare uomini come Montale, Benigni, De Sica, importanti banchieri, imprenditori, giornalisti che sono partiti proprio da questo diploma.

Attraverso l’evoluzione di questa figura e le riforme della scuola secondaria che hanno portato all’attuale Istituto tecnico economico Amministrazione-Finanza e Marketing, con le relative articolazioni Sistemi Informativi Aziendali e Relazioni internazionali per il Marketing, dovrebbe risultare evidente come questo indirizzo di studi si è aperto alle trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi decenni e alla formazione di giovani professionisti culturalmente e psicologicamente pronti a vivere le sfide che il mondo del lavoro propone con una velocità in passato inimmaginabile.

Un diplomato di questo indirizzo, grazie alla preparazione specifica, sia culturale che professionale, oltre a potersi iscrivere a qualunque percorso post diploma, sia in ambito accademico che di alta formazione, troverà facilmente occupazione presso studi professionali, società, aziende, assicurazioni, banche, potrà svolgere varie attività (anche nel settore turistico e in quello sportivo- sport management) sempre molto richieste in modo trasversale in varie tipologie di settori e avrà maggiore facilità nella preparazione ai concorsi pubblici, grazie alle conoscenze e competenze acquisite in materia di diritto pubblico e privato, economia, informatica e lingue straniere. Queste sono le strade tradizionali.

Ma la sfida vera però che un diplomato in ambito tecnico economico è in grado di affrontare con successo, è verso un futuro fatto di nuovi “mestieri”, nel mondo del digitale, del web, dell’e-commerce, settori in crescita soprattutto in questo periodo di pandemia; “professionisti” delle start up, social media manager, esperti di Blockchain e di growht hacking e digital manager.

Quindi: perché scegliere un istituto tecnico economico? Perché offre laboratori sempre rinnovati e docenti che vivono in contatto diretto con il mondo del lavoro, promuovendo numerose esperienze di scuola-lavoro , abituati a lavorare con i propri studenti centrando l’attività didattica, non solo sui contenuti da trasmettere, ma sulle abilità da sviluppare, a partire dalla capacità di lavorare in team, per finire a quella di progettare e ideare nuove soluzioni e anche di immaginare per il futuro un “mestiere” che ancora non c’è e di saperlo realizzare. I “pronipoti” dei vecchi ragionieri sono preparati e pronti per farlo.


© RIPRODUZIONE RISERVATA