Famiglie e studenti

Appello alle massime cariche istituzionali: «La chiusura della scuola mina i diritti»

di Redazione Scuola

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«Adolescenti ancora invisibili nei provvedimenti emanati al rientro dopo la pausa natalizia: contrariamente all'impegno declamato a dicembre, soltanto studenti e studentesse di Toscana, Valle D'Aosta e Abruzzo sono rientrati in classe l'11 gennaio e, seppur messi a piano rinforzi per i mezzi pubblici, molte le Regioni che hanno rinviato anche con scarso anticipo la ripresa delle lezioni in presenza. Con scuole secondarie ancora chiuse da dieci mesi e i limiti ormai riconosciuti della Dad, sono minati i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e con essi il futuro dei nostri ragazzi e ragazze e del nostro Paese». Questa in estrema sintesi l'oggetto dell'appello urgente, che è stato consegnato ieri al Palazzo della Regione Lazio da una rappresentanza di Priorità alla scuola e della comunità scolastica, associativa, scientifica, culturale del Paese.

L'appello (disponibile su www.scuolaperta.net e allegato a questa mail) è stato contestualmente inviato al presidente della Repubblica Giorgio Mattarella, al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, al presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, al ministro Francesco Boccia in qualità di presidente della Conferenza Stato e Regioni, alla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, alla presidente della Commissione Infanzia e Adolescenza Licia Ronzulli, all'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Carla Garlatti, a tutti i capigruppo parlamentari.

La lista di adesioni all'appello comprende: ActionAid, Coordinamento Presidenti Consiglio d'Istituto Lazio, Forum Diseguaglianze e Diversità 'O Quarantotto, Priorità alla Scuola Unione degli Studenti. Tra i firmatari, registi, pedagogisti, economisti, Tito Boeri professore Economia a Milano, la psicologa Silvia Vegetti Finzi, lo scrittore Bruno Tognolini.


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